Il Movimento Pugliese composto dai consiglieri comunali di opposizione Nino Marmo, Marcello Fisfola e Luigi Del Giudice tramite una nota hanno commentato il dimensionamento scolastico proposto dal Comune di Andria.

«Da sempre, nelle nostre scuole, ai più piccoli vengono raccontatele meravigliose favole di Esopo il quale attraverso la personificazione di animali intendeva trasmettere un insegnamento morale difficilmente contestabile. Quando l’autore greco ebbe modo di scrivere che “L’auto-presunzione può condurre all’auto-distruzione”, pronunciava una verità assoluta, che evidentemente sfugge all’attuale Amministrazione Bruno della Città di Andria. La delibera di Giunta n. 161 del 14/10/2021, relativa al dimensionamento scolastico per l’anno scolastico 2022/2023, infatti, manifesta un atteggiamento politico della maggioranza ispirato ad ambizioni o pretese orgogliose e a tratti addirittura indisponenti perché unilaterale e soprattutto assolutamente contrario alle indicazioni fornite dalla stragrande maggioranza dei soggetti interessati.

Non è un mistero che quasi tutti i rappresentanti delle scuole andriesi, i sindacati e i genitori, in maniera esplicita, abbiano bocciato la proposta dell’Amministrazione Bruno nei (soli) due incontri tenuti il 23 luglio e il 30 luglio u.s. presso Palazzo di Città. Registriamo con rammarico uno scontento generale nonostante il quale Sindaco e Assessori, imperterriti, in spregio alla tanto annunciata partecipazione condivisa, alla cooperazione tra le agenzie educative e alla collaborazione con le minoranze, tirano dritto… verso l’auto-distruzione.

Il modus operandi che ha caratterizzato la proposta di dimensionamento del Comune di Andria conquista la nostra ferma contrarietà rispetto al proposto coacervo di misure senza disegno. Ritenere non necessario alcun passaggio con i Consiglieri comunali di opposizione e soprattutto decidere in modo autocratico mantenendo la presunzione di avere ragione a prescindere, significa rinunciare a progettare interventi di educazione, formazione e istruzione che mirano allo sviluppo della (di ogni) persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alla conformazione geografica dei luoghi, alle peculiari situazioni locali e al contesto socio-economicoculturale del territorio. È una grande follia ritenersi l’unico savio. Poiché i parametri normativi in materia sono tendenziali e flessibili, proprio per consentire un migliore adeguamento delle strutture scolastiche alle sempre cangianti e molteplici esigenze dell’utenza, sarebbe stato opportuno attendere un assestamento generalizzato dell’universo scuola dopo che il terremoto Covid ne ha frantumato l’equilibrio e, a seguito di una concertazione più approfondita con tutti gli attori, valutare una nuova proposta condivisa da e con tutti che possa realmente puntare sul futuro: i giovani studenti!».