Una inattesa boccata d’ossigeno potrebbe offrire maggiori spazi di manovra all’amministrazione di Andria guidata dall’avvocato Giovanna Bruno. Un fondo straordinario destinato ai Comuni in predissesto è previsto nella legge di bilancio 2021 e, in attesa dell’attuazione di quella parte della legge, c’è fermento nella maggioranza di centrosinistra per capire se Andria possa accedere, insieme ad oltre 400 comuni che condividono la situazione di predissesto, al proporzionale dividendo.
I Comuni che ne possono beneficiare devono avere un piano di rientro già approvato o almeno presentato al Ministero dell’Economia e delle Finanze e con l’approvazione quasi unanime nel consiglio comunale dell’11 marzo, Andria si è messa in questa seconda condizione. Ora bisogna capire se sussistono per la città federiciana le tre caratteristiche necessarie all’accesso al fondo: una bassa capacità economica pro capite. E su questo dovremmo esserci visto che Andria ha un reddito medio tra i più bassi d’Italia. Anche l’indice di vulnerabilità sociale è una caratteristica che potrebbe farla rientrare tra i beneficiari del contributo.
La terza caratteristica può avere invece diverse interpretazioni: il deficit strutturale delle casse del comune che richiede il contributo non deve essere determinato da patologie organizzative dell’ente ma da condizioni socio economiche della collettività. La politica andriese ha da sempre imputato alla scarsa capacità di riscuotere le tasse da parte del comune l’elevato livello di evasione fiscale mentre sembra che sia la cosiddetta “evasione di necessità” quella che lo Stato vuole riconoscere come meritoria di finanziamento.
Un punto delicato su cui si decide lo spazio di manovra che potrà avere l’amministrazione Bruno: adesso fortemente imbrigliata dai debiti nonostante la rimodulazione del piano di rientro abbia migliorato lo stress sulle casse del comune, si aggrappa a questa nuova speranza l’amministrazione per poter restituire migliori servizi al cittadino.


































