Due uomini, due grandi politici del passato ed un’unica idea: quella di una nazione che, pur mantenendo la propria identità, storica e culturale, debba far parte di una formazione più grande, rafforzandosi democraticamente ed economicamente attraverso l’unione con altri Stati. Un pensiero che si è fatto largo con concretezza già diversi anni fa, alla fine della seconda guerra mondiale e che rappresenta la radice di quel un modello di organizzazione sovranazionale che oggi chiamiamo Unione Europea. Un pensiero condiviso da due personaggi che hanno ricoperto un ruolo di primissimo piano nella storia politica dell’Italia del ‘900. Lo statista Aldo Moro, presidente nonché tra i fondatori della Democrazia Cristiana ed Onofrio Jannuzzi, senatore per cinque legislature e per due volte sindaco della sua città: Andria.
A loro è stato dedicato un convegno organizzato dalle fondazioni Moro e Jannuzzi ed ospitato nel chiostro San Francesco. Una lezione di attualità sul concetto di Europa unitaria: da quella di ieri a quella di oggi.
Entrambi diedero il loro contributo alla realizzazione del grande disegno europeo. Moro curando la politica estera in tutti i suoi passaggi governativi. Jannuzzi, in qualità di sottosegretario alla Difesa, occupandosi della formazione della Comunità Europea di Difesa. E poi, lavorando insieme per la Comunità Economica Europea: il primo nucleo unitario, condiviso nel 1957 da sei nazioni, che fecero da calamita per molte altre, sino alle 28 attuali che compongono l’Unione. La realizzazione di un progetto che oggi, tuttavia, sembra essere messo discussione da posizioni politiche antieuropeiste.


































