Una storia vera con nomi di fantasia; il terrore della sopraffazione scambiato per sentimento; la paura di denunciare; un angelo sotto sembianze di insegnante; il difficile “mestiere” di genitore. “Volevo solo amore” è molto più che un’invocazione: è un grido di aiuto, è l’anatema scagliato contro tutti gli “orchi” che troppo spesso sono molto più vicini a noi di quanto si possa immaginare, è il faro che alimenta la speranza delle vittime di uscire dal tunnel, in un modo o nell’altro.

La violenza contro le donne continua tristemente ad alimentare le pagine di cronaca nera, in una spirale che sembra non avere mai fine. Anna Ieva e Anna Grieco, in un libro scritto a quattro mani ricco di colpi di scena, hanno affrontato il tema con coraggio e lucidità, con un linguaggio diretto come un pugno allo stomaco, talvolta crudo fino a risultare spietato, con l’unico obiettivo di tenere alta l’attenzione su un fenomeno aberrante e odioso, sul quale – stando alle cronache delle ultime settimane – anche la Magistratura si esprime con provvedimenti che fanno discutere.

Il Rotary Club Andria Castelli Svevi, che già nel recente passato si è occupato di femminicidio, si è occupato del problema nel corso di un incontro promosso nella Sala convegni del Cristal Palace.
Anna Ieva e Anna Grieco sono state intervistate dalla giornalista di Video Italia Puglia Micaela Ferrara; gli attori Pia Ferrante e Giuseppe Francavilla hanno letto alcuni brani del libro con l’accompagnamento alla chitarra del maestro Tommaso Di Chio.

Significativo l’intervento di Francesca Liso Fortunato, operatrice volontaria dell’Associazione “Riscoprirsi” che gestisce diversi Centri Antiviolenza nelle province Bat e Bari, che si è soffermata sull’importanza della denuncia da parte delle vittime. Oltre all’ascolto, le operatrici del Centro – garantendo riservatezza e anonimato – affiancano la consulenza psicologica e quella legale, con tutte le indicazioni utili alla massima tutela delle donne e di eventuali minori coinvolti in storie di violenza.