«I nostri figli domani avranno mal di pancia e resteranno a casa». E’ la estrema forma di protesta scelta dai genitori di moltissimi alunni dell’Istituto “Imbriani” nel popoloso quartiere andriese di San Valentino, per denunciare le tariffe troppo alte con le quali si sta facendo ripartire il servizio mensa nelle scuole dell’infanzia e primarie della Città di Andria. Il servizio, lo ricordiamo, tornerà ad esser attivo il 14 gennaio dopo le tantissime polemiche e la necessità di un bando ad hoc rapido da parte dell’ente.

Ma a causa del piano di riequilibrio, in realtà, l’ente ha dovuto rivedere al rialzo le tariffe portandole, nel caso della quota massima, a 5,90 euro per pasto. Una scelta che, a questo punto, ha creato non poche proteste da parte dei genitori che in questi due giorni sono stati chiamati ad aderire o meno al nuovo servizio di mensa. In realtà, da questa mattina, tante sono le scuole che stanno raccogliendo le adesioni e diversi sono stati gli incontri avuti tra i dirigenti scolastici ed i genitori.

La richiesta dei genitori è semplice: poter scegliere se aderire o meno a queste tariffe ed eventualmente autorizzare il consumo di pasti portati da casa. In alternativa rivedere al ribasso le stesse tariffe. Si prospetta, infatti, una nuova beffa per gli alunni: coloro i quali non aderiranno, ci dicono «dovranno uscire da scuola attorno a mezzogiorno non avendo garanzia delle otto ore giornaliere. Anzi – spiegano ancora i genitori – si creeranno delle disparità che sono un discrimine pericoloso e che porta la scuola andriese a moltissimi anni indietro. In più non si riuscirà ad assicurare anche una corretta formazione per via degli orari ridotti». Altre forme di protesta stanno preparando anche i genitori dell’Istituto “Don Bosco – Manzoni”. Anche qui oggi incontri interlocutori in attesa di capire più compiutamente come si muoveranno le stesse scuole.