
Una lunga e dettagliata premessa per ripercorrere gli ultimi anni di bilancio finanziario del Comune di Andria ed i vari passaggi che hanno portato ad uno squilibrio dei conti, prima di dare il proprio parere favorevole al Piano di Riequilibrio Pluriennale approntato dall’amministrazione comunale nei giorni scorsi. E’ la relazione dei Revisori dei Conti del Comune di Andria a dare il proprio via libera al documento che inevitabilmente inciderà sulla vita amministrativa dei prossimi anni. Lo stesso piano, comunque, andrà discusso ed approvato nel prossimo consiglio comunale del 27 novembre prossimo a Palazzo di Città.
«Il Collegio da atto che il piano di riequilibrio pluriennale finanziario contiene tutte le misure necessarie per le condizioni di squilibrio rilevate». Ma quali erano queste condizioni? Lo spiegano i Revisori stessi partendo dalla necessaria ricognizione con relativa quantificazione dei fattori di squilibrio rilevati, del disavanzo di amministrazione, dei debiti fuori bilancio e delle passività potenziali. Ma anche l’indicazione per ciascuno degli anni del piano di riequilibrio finanziario pluriennale della percentuale di ripiano del disavanzo e degli importi necessari per il finanziamento dei debiti fuori bilancio, una ricognizione straordinaria dei residui attivi e passivi, ed infine una ricognizione sui debiti fuori bilancio e le passività potenziali. «Il Collegio dà atto che il presente piano di riequilibrio
finanziario prevede il ricorso al Fondo di rotazione per assicurare la stabilità finanziaria di cui all’art.234ter del TUEL».
Ma il Piano di Riequilibrio, ovviamente, prevede per i prossimi 15 anni, delle conseguenze dirette sulla gestione dell’ente come spiegano gli stessi Revisori. Per tutta la durata del Piano, infatti, l’ente è soggetto a controlli centrali ed è tenuto ad assicurare la copertura dei costi di gestione dei servizi a domanda individuale. L’ente è anche tenuto a coprire integralmente i costi di gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani attraverso le quote dei cittadini. Vi sarà anche un controllo cotante sulle dotazioni organiche e sulle assunzioni di personale. Dovrà anche «effettuare una rigorosa revisione della spesa con indicazione di precisi obiettivi di riduzione della stessa, nonché una verifica e relativa valutazione dei costi di tutti i servizi erogati dall’Ente e della situazione di tutti gli organismi e delle società partecipati e dei relativi costi ed oneri comunque a carico del bilancio dell’Ente».
L’ente, infine, ricordano sempre i revisori dei conti, è tenuto a rispettare gli obiettivi intermedi predisposti: in caso contrario ci potrebbe esser l’intervento del Prefetto per chiedere al Consiglio Comunale la deliberazione di dissesto dell’ente.



































