
«L’incremento della spesa per il conferimento dei rifiuti è esclusivamente attribuibile all’aumento delle voci di smaltimento». Lo scrive in una nota l’ingegner Antonio di Bari, direttore tecnico dell’ARO BT2 in risposta al comunicato di ieri (Articolo 28 agosto 2018) dell’Agenzia Regionale per i Rifiuti (AGER) che attraverso il suo commissario Grandaliano aveva duramente attaccato l’ARO BT2 presieduta dal Sindaco di Andria Nicola Giorgino.
Nella determina n.22 del 2018 infatti, l’ARO ha deliberato un aumento di 3 milioni e mezzo di euro nel Piano Economico Finanziario. Dalla stessa delibera si evince che le modifiche “radicali” nella distribuzione dei flussi operate dall’AGER avrebbero determinato questo aumento di circa 3 milioni e mezzo di euro. Tesi smentita dal commissario straordinario per i rifiuti Grandaliano che in una nota ha affermato testualmente: «Nessun incremento dei costi e, conseguentemente, della Tari prevista nel Pef 2018, è imputabile a decisioni o a disposizioni dell’Agenzia, semplicemente perché nessuna nuova disposizione è stata assunta in tal senso».
L’Aro BT2 riporta, dunque, tabelle e costi nonché alcune stoccate all’AGER accusata di non aver individuato, nonostante i solleciti dell’ARO BT, impianti che evitino il trasporto dei rifiuti anche fuori regione. Ma anche gli impianti all’interno della regione hanno aumentato i loro costi. Come nel caso della Ecodaunia che ha fatto passare il costo di conferimento da 148 euro a tonnellata a 178euro a tonnellata dal 25 giugno 2018. «Le tariffe applicate dagli impianti hanno registrato incrementi di costo con atti unilaterali – sottolinea il direttore tecnico Di Bari – evidentemente c’è il supporto dell’AGER in queste scelte che non ci sono mai state preventivamente comunicate. La destinazione dei flussi su base geografica – conclude Di Bari – non ha mai visto coinvolto l’ARO né sono ben chiari i criteri seguiti».




































