Si infittiscono i dubbi sulla salubrità dell’acqua con cui vengono irrigati gli orti di via Vecchia Barletta ad Andria. La vicenda è ormai ben nota ed è partita, lo ricordiamo, dalla denuncia dei titolari dell’azienda Ferri che dal loro pozzo artesiano avevano visto e sentito sgorgare acqua torbida e puzzolente. Le loro analisi prima, quelle della Asl poi, hanno confermato che quell’acqua sia tossica. Il loro pozzo artesiano si trova a poche decine di metri da un pozzo di proprietà della regione che porta acqua a centinaia di campi coltivati ad orto.
Dopo una prima fase di blocco dell’erogazione dal pozzo numero 4, si è ripreso ad emungere acqua per irrigare i campi e ad una precisa questione posta nei nostri telegiornali sulla salubrità di quell’acqua, l’ARIF, l’agenzia regionale per le attività irrigue e forestali, aveva diffuso una nota con cui informava che anche se dalle analisi effettuate dall’Arpa Puglia, l’agenzia per l’ambiente, era emersa una carica batterica superiore alla norma, quell’acqua sarebbe risultata adatta all’uso irriguo.
L’ARIF aveva sottolineato che il pozzo in questione pesca acqua ad una profondità ben maggiore rispetto al pozzo dei signori Ferri, si è impegnata ad assumere gli accorgimenti necessari a diminuire la carica batterica ma che per evitare danni agli agricoltori si doveva riprendere ad emungere da quel pozzo. Abbiamo cercato di capire meglio il senso di queste affermazioni e lo abbiamo fatto consultando il geologo Riccardo Losito che già si era occupato della questione come consulente dei signori Ferri.





































