E’ stato beccato nella serata di ieri attorno alle 20 dalla Polizia Locale di Andria, mentre in un piazzale privato in via Padre Vincenzo Gammariello nella periferia della città, era intento ad appiccare un incendio ad un cumulo di rifiuti.

L’intervento della Polizia Locale ha permesso di circoscrivere il rogo e non permetterne la propagazione mentre, attraverso una rapida attività di indagine, è stato individuato l’uomo che lo avrebbe appiccato. Per lui, stamane, la convocazione presso il Comando di Polizia Locale in Piazza Trieste e Trento dove egli stesso ha riferito di esser stato proprio lui ad appiccare il fuoco al cumulo di rifiuti derivanti dalla pulizia del piazzale. A quel punto è scattata la denuncia per la violazione dell’art. 256 bis, per Combustione illecita di rifiuti. Come si legge nell’articolo del “codice dell’ambiente”, «salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque appicca il fuoco a rifiuti abbandonati ovvero depositati in maniera incontrollata è punito con la reclusione da due a cinque anni. Nel caso in cui sia appiccato il fuoco a rifiuti pericolosi, si applica la pena della reclusione da tre a sei anni».

«Ieri sera un nostro pseudo concittadino, in zona abitata – ha spiegato Pierpaolo Matera, Assessore alla Polizia Locale della Città di Andria – è stato colto in flagranza mentre bruciava rifiuti! Sono comportamenti inqualificabili che provocano tanta rabbia. Il soggetto è stato denunciato alla Competente Procura della Repubblica e chiederò che il Comune si costituisca parte civile, nell’instaurando procedimento penale, per i danni alla salute pubblica che conseguono da tali atti. Complimenti al Comandante ed agli operatori della squadra di tutela ambientale e di viabilità della nostra Polizia Locale».