Una situazione paradossale quella che si sta vivendo da diversi mesi nel centro storico di Andria. La stagione estiva è ormai alle porte, ma diverse problematiche non sono state mai risolte o addirittura non sono in via di risoluzione. Stiamo parlando dell’introduzione della Zona Traffico Limitato non ancora effettiva dopo l’aggiudicazione della gara d’appalto in favore di una ditta di Monza, delle autorizzazioni per i dehors delle attività commerciali, per le quali manca ancora un regolamento. e infine la questione sicurezza. Problematiche che al momento sembrano insormontabili soprattutto per gli esercenti della zona che non hanno l’effettiva possibilità di poter programmare la stagione estiva, ma anche per i residenti che ormai da anni vivono in condizioni di perenne disagio a causa della cosiddetta “malamovida”.

Su tutte queste tematiche ad esprimere la propria rabbia è uno dei tanti esercenti del centro storico che vuole delle riposte dall’amministrazione comunale.

«Dopo 3 anni di sperimentazione della ZTL, con risultati non positivi, alla fine della scorsa estate ci avevano garantito che questo sarebbe stato l’anno buono – spiega l’esercente. Pare che l’amministrazione fosse riuscita ad intercettare dei fondi per l’installazione delle videocamere da porre ai varchi di ingresso del centro storico e che quest’estate finalmente avremmo avuto questa benedetta zona a traffico limitato, eppure, da residente oltre che da esercente del centro storico, posso assicurare che nessuno mi ha mandato una lettera in cui mi chiedeva quali fossero i mezzi da autorizzare all’ingresso nella ZTL. Teoricamente mancano 20 giorni a giugno e a nessuno è ancora venuto in mente di chiederci le targhe da autorizzare, che dovrebbero essere poi inserite nel database del sistema di ingressi videosorvegliati. Oltre a non esserci ancora un regolamento, quindi non si sa se sarà tutti i giorni o solo nei weekend, se sarà solo per l’estate o per tutto l’anno, se sarà 24 ore su 24 o a fasce orarie, il nulla. Non sappiamo nemmeno se i residenti potranno autorizzare tutti i mezzi del nucleo familiare o un numero limitato, non sappiamo se nello scrivere il regolamento si sono ricordati di disciplinare gli accessi per gli esercenti e per i nostri fornitori. In queste condizioni noi esercenti dovremmo programmare il lavoro estivo senza sapere se ci sarà o meno questa ZTL».

La rabbia dell’esercente si sposta sulla questione dehors, le strutture esterne fisse e mobili delle attività commerciali per accogliere i consumatori nella calde giornate estive.

«Tutti quanti sappiamo come sono fatti i locali del centro storico – continua l’esercente. Bellissimi, accoglienti, caldi d’inverno e freschi d’estate. In estate, giustamente, i consumatori tendono ad accomodarsi all’aperto, quindi cercano un posto che abbia i tavoli all’esterno. Ma da marzo i tentativi di depositare le richieste di nuovi dehors o per i rinnovi di quelli già autorizzati vengono respinti o tenuti in sospeso dal SUAP, perché già dallo scorso anno è in atto una diatriba tra il Comune di Andria e la Soprintendenza ai Beni Culturali di Bari, che ha chiesto al Comune di seguire delle linee guida per stilare un regolamento che disciplinasse l’installazione di dehors nelle zone di interesse storico della città. Già lo scorso anno ci sono stati dei ritardi nel rilascio delle autorizzazioni dovuti a questa disputa, conclusasi a giugno inoltrato con la Soprintendenza che ha concesso una deroga al Comune, con la promessa da parte dei dirigenti di competenza che a stretto giro sarebbe stato redatto questo benedetto regolamento. Da giugno 2017 sono passati 11 mesi, ma di questo regolamento non si hanno notizie. Possibile che in 11 mesi non ci sia stata la volontà da parte degli uffici preposti di scrivere un regolamento che era già assolutamente necessario prima che fosse la Soprintendenza a richiederlo? Possibile che dopo i ritardi dello scorso anno, con i relativi problemi e la relativa perdita di introiti per le attività commerciali e per il Comune, non ci sia stata da parte della componente politica la voglia di supervisionare la stesura del regolamento? Siamo a maggio inoltrato e si brancola nel buio. Le richieste sono tutte in sospeso, e all’incirca 20/25 attività ristorative e non, che non hanno ancora idea di come potranno e dovranno organizzarsi per quest’estate, che dalle temperature sembra già essere iniziata. Attività di gente che vive del proprio lavoro, attività che danno lavoro a tanti ragazzi andriesi, attività che finanziano abbondantemente le casse comunali con le varie tasse. Perché l’amministrazione comunale fino ad ora non ha fatto un passo, le opposizioni di questa situazione non si sono mai interessati, troppo presi dalla campagna elettorale a livello nazionale mentre la nostra città, lentamente ed inesorabilmente, rotola verso il baratro».

Lo sfogo finale riguarda la questione sicurezza che da sempre è stata una delle problematiche più rilevanti nel centro storico.

«Se uno qualsiasi dei nostri amministratori si degnasse di fare un giro nel centro storico, si renderebbe conto da solo che, escluse le strade più “esterne”, è terra di nessuno. Un posto dove è tutto lecito, soprattutto per branchi di ragazzini: schiamazzi, urinate, spaccio, minacce e botte. Ma ovviamente non si fa niente, perché non ci sono risorse. In tutto ciò chi ci rimette sono tutti. Residenti, commercianti, clienti e tutti gli andriesi, perché questa situazione, vista con gli occhi di un “forestiero”, danneggia il nome di tutta la città. Poi non lamentiamoci se le attività vanno via da Andria o peggio ancora chiudono definitivamente. Perché spesso la colpa è di queste situazioni, di queste dinamiche, che non ci permettono di vivere serenamente il nostro lavoro».