Un’eredità universale, sinonimo di forza, umiltà e  fede. L’opera di un educatore, amico dei poveri e profondo conoscitore della parola del Vangelo. Testimonianza di un impegno costante nella società, per il bene degli ultimi, dei più deboli. Quella di don Tonino Bello, indimenticato vescovo di Molfetta che, a 25 anni dalla sua scomparsa, mantiene ancora intatta la sua figura di simbolo di pace e di cristianità. A ricordarlo, il 20 aprile prossimo sarà Papa Francesco, con un viaggio ad Alessano e Molfetta, rispettivamente sua città natale e sede episcopale. In attesa della visita del pontefice, la figura e le opera del monsignore sono state ricordate ad Andria, presso la sede di Hub Lab, in un incontro dal titolo “La bisaccia di don Tonino: tra profezia e realtà”.

Tante domande, sul passato e sul futuro (come il possibile imminente annuncio della sua beatificazione), alle quali ha provato a dare una risposta, il giornalista ed editore Renato Brucoli, collaboratore e intimo amico di don Tonino Bello.

Nel corso della serata, organizzata dall’associazione “Materia Prima”, è stato ricordato lo straordinario messaggio di don Tonino Bello, testimoniato anche dalla proiezione di un documentario a lui dedicato, dal titolo “L’anima attesa”. Lo spunto per un dibattito sulla vita del vescovo, al quale hanno partecipato anche il professor Paolo Farina ed il consigliere regionale Sabino Zinni.

Il servizio di News24.city.