Doveva essere un Consiglio Comunale piuttosto tranquillo, invece, ha scoperchiato un fronte silente, ma non troppo, della maggioranza di centrodestra. Maggioranza compatta nel votare i diversi debiti fuori bilancio nonostante l’uscita dall’aula delle opposizioni, maggioranza compatta nel rimanere in aula nonostante il litigio con la Presidente del Consiglio, Laura Di Pilato, uscita dall’assise in polemica dopo la richiesta di fare la conta dei presenti durante la relazione dell’Assessore Paola Albo per uno dei primi provvedimenti in discussione.
Ma andando con ordine si è cominciato subito con la discussione sull’ormai famoso ordine del giorno che chiede alla Giunta Comunale di modificare una delibera approvata e che rimodulava il servizio di refezione scolastica. In queste settimane tante polemiche e l’approdo in aula già nello scorso Consiglio per cercare di trovare una formula condivisa che non ridimensionasse il servizio specialmente in quartieri periferici della città. Ordine del Giorno approvato a maggioranza e che, partito in sordina, ha visto un fitto scambio di posizioni sino al via libera che prevede la possibilità di eliminare la fascia esente oltre alla necessità di introdurre il pasto domestico nelle scuole secondarie di primo livello. Agli uffici, invece, è affidato il compito di valutare una modifica alle fasce di costo. Tra le voci discordanti anche quella di Nino Marmo che ha ritenuto, questo ordine del giorno, non confacente alle prerogative attuali del Consiglio: «Un piccio su cui si è deciso di fare una battaglia interna senza conoscere i dati e senza che ci sia stato un taglio del servizio», come ribadito anche dal Sindaco di Andria, Nicola Giorgino. Alla fine, comunque, un via libera accompagnato da mugugni e spazio ai debiti fuori bilancio.
Uscite dall’aula le opposizioni, come ormai generalmente accade quando vi sono in discussione questo tipo di provvedimenti, maggioranza al limite per tener vivo il consiglio e procedere con i lavori ma, la Presidente del Consiglio, ha chiesto più volte, durante la relazione dell’Assessore Albo, di fare una conta dei presenti. Alle rimostranze di Sindaco e Segretario Generale che hanno più volte chiesto di far concludere prima la relazione dell’assessore, Laura Di Pilato ha scelto di abbandonare l’aula parlando di «grave mancanza di rispetto nei confronti della presidenza». In realtà, la scelta irrituale del Presidente, è stata subito superata dalla sostituzione in corsa affidata al consigliere Fisfola, il più anziano in aula in quel momento, che ha assunto la presidenza e l’assise è proseguita sino al termine delle approvazioni. Una frattura, difatto, consumatasi nel luogo pubblico per eccellenza e che crediamo sia sempre più complessa da sanare.


































