
Un altro incubo in particolare per il settore agroalimentare italiano, si cela dietro il pseudo trattato di libero scambio sottoscritto tra Canada e Unione Europea: il famigerato CETA, che a giorni anche il Parlamento Italiano, si avvia a ratificarlo.
«Insomma – lancia l’allarme il consigliere comunale con delega alle Politiche Agricole Benedetto Miscioscia – dopo averla scampata con il TTIP, l’altro trattato avviato con gli Stati Uniti ancora più pericoloso per le nostre imprese ed il commercio dell’agroalimentare, ora si fa serio il rischio, come denuncia la Coldiretti, per il nostro Made in Italy, considerato che delle 291 denominazioni di origine registrate, appena 41 risultano essere quelle protette. Ecco perché bisogna mobilitarsi con tutti i mezzi a disposizione per impedire che la Commissione Affari Internazionali del Senato approvi la ratifica di questo famigerato trattato. Un vero colpo di mano, guarda caso, coincidente con la visita del Presidente Mattarella in Canada. Nessuno ne parla ma è certo che anche un centinaio i parlamentari francesi unitamente ai greci, si preparano alle barricate per contrastare quest’altro sciagurato trattato, al contrario di Paesi come a Lettonia e la Danimarca che invece hanno dato già il loro assenso. Dietro la solita giustificazione di facciata di agire in nome della “lotta alla disuguaglianza”, si nasconde invece il grande rischio delle disuguaglianze di ricchezza che potrebbe essere provocato da un mercato al servizio di lobby che perseguono interessi economico-finanziari differenti da quelli dei nostri agricoltori. Se desideriamo contrastare in particolare il rischio che il nostro settore agroalimentare, già messo in crisi dalla forte importazione di grano solo perché ritenuto più ricco di proteine ma non sappiamo a quale prezzo per l’ambiente e per la salute; se desideriamo sostenere le nostre imprese produttive agricole e se vogliamo affermare il principio della tutela e salvaguardia della salute, non abbiamo che da mobilitarci ed opporci alla ratifica da parte del nostro Parlamento di uno scellerato trattato, dietro il quale si celano ben altri interessi che non sono quelli dei nostri produttori agricoli e delle nostre imprese agroalimentari».


































