
Oltre cento bus giornalieri e migliaia di autovetture per una piccola porzione di città che da diversi mesi sconta la sostanziale assenza della ferrovia. E’ la situazione nella quale sono piombate le zone limitrofe di via Vaccina in pieno centro città e nei pressi della Stazione ferroviaria della “Bari-Nord” divenuta capolinea dei bus della Ferrotramviaria che sostituiscono le corse su rete ferrata. Proprio in quella via, infatti, c’è una centralina di rilevazione della qualità dell’aria ed in particolare degli agenti inquinati. Ne abbiamo parlato più volte ma questa volta vogliamo soffermarci su alcuni aspetti particolari.
Il primo: la centralina gestita dall’ARPA Puglia, unica in città a monitorare la qualità dell’aria, non ha trasmesso dati per ben 24 giorni sui 134 giorni trascorsi da inizio anno. Il PM10 ha visto uno sforamento del limite di 50µg/m³ per quattro giornate su quelle rilevate anche se c’è da specificare che sia nella giornata del 28 aprile che nella giornata del 12 maggio, gli sforamenti sono dovuti ad avvezioni sahariane e cioè una sorta di pioggia di polveri formate da sabbia del deserto. Ma pur escludendo questi sforamenti, vi sono ben altre cinque giornate nelle quali il valore limite è stato sfiorato terminando ben oltre i 45µg/m³.
Altro aspetto importantissimo e poco studiato sino a questo momento è quello dello sforamento per ben 12 giorni del limite del PM2,5, un particolato ancora più sottile del PM10 che generalmente si valuta in media annua e non giornaliera. Ma lo sforamento dei 25µg/m³ per ben 12 volte ed il limite sfiorato in diverse altre occasione, non devono far dormire sonni tranquilli ragionando anche in una media annua dell’inquinante.
Ultimo banale aspetto da considerare è quello più scontato: l’aria, nella contenuta superfice cittadina sulla quale si muovono le migliaia di autovetture ed i bus, non riesce ad assorbire in modo capillare e continuo tutto l’inquinamento prodotto dai gas di scarico, considerando che in città non vi sono industrie particolarmente inquinanti come in comunità limitrofe. L’alta concentrazione di particolato va combattuta in modo rapido ed efficace con una nuova e più sinergica azione nei confronti della mobilità cittadina partendo da una nuove aree parcheggio e da maggiore attenzione a piste ciclabili e chiusure anche estese di ampie zone della città. Resta ancora al palo, infine, l’acquisto delle ormai famose centraline mobili di rilevazione della qualità dell’aria, centraline che trovavano sino al 2016 un loro capitolo di spesa mai esercitato. Centraline che sarebbero dovute esser utilizzate proprio per riscrivere una mappa più aggiornata delle criticità e delle soluzioni da adottare per un Piano del Traffico e della Mobilità cittadina.




































