
Si svolgeranno ad Andria, presso la piscina comunale, i giochi regionali di nuoto Special Olympics. Special Olympics (www.specialolympics.it) è l’organizzazione internazionale fondata negli anni ’60 da Eunice Kennedy Shriver, sorella di John Fitzegarld e, in particolare, di Rosemary, donna con disabilità intellettiva e relazionale. Ed è proprio alle persone con disabilità intellettiva e relazionale che Special Olympics si rivolge, favorendone, attraverso lo sport, la riabilitazione e la socializzazione (anche con i normoticpici, attraverso le discipline di squadra cosiddette “unificate”). E mentre i primi giochi si svolsero nel giardino di casa Kennedy, con un centinaio di atleti circa, attualmente Special Olympics è presente in quasi tutte le nazioni del mondo e conta circa 5 milioni di atleti, che ogni anno disputano, dopo intensi programmi di allenamento, gare di varia rilevanza territoriale. Gli ultimi mondiali, per esempio, si sono svolti nel 2015 a Los Angeles e i prossimi si svolgeranno nel 2019 a Dubai.
Per quanto riguarda l’Italia, dove Special Olympics è presente da poco più di 30 anni, il 2017 è l’anno dei Giochi Nazionali, a cui parteciperanno, divisi fra Terni, Biella e La Spezia, più di 3000 atleti. Questi atleti, per accedere alle competizioni nazionali, devono aver partecipato anche a giochi regionali o interregionali. Nella piscina di Andria saranno perciò presenti, dopo alcune sessioni preliminari, nella mattinata di domenica 30 aprile, 36 atleti, dai 9 ai 50 anni, che aspirano a partecipare ai Giochi Nazionali di Terni (laddove si svolgeranno, a maggio, le gare di nuoto).
Gli atleti si cimenteranno nelle discipline dello stile libero, del dorso, della staffetta, ecc… e in discipline tipiche di Special Olympics come i 15 metri e i 10 metri assistiti (con l’aiuto, cioè, di un operatore o di un ausilio).
Special Olympics, che è presente in Puglia con un team regionale e diversi team locali, fra cui quello di Gocce nell’Oceano onlus (www.gocce.eu), che organizza i giochi di Andria, capovolge la logica degli eventi sportivi, che vedono quasi sempre le persone con disabilità fare da spettatori alle competizioni delle persone normali. Qui i veri protagonisti sono gli atleti “speciali”, mentre sugli spalti e a bordo campo ci sono tutti gli altri a fare il tifo per loro o, nel caso dei numerosi volontari, a prodigarsi affinché essi possano avere la possibilità di vivere le fantastiche esperienze che una gara sportiva assicura. «Con Special Olympics tutti hanno la possibilità di vincere una medaglia – ci dicono dall’organizzazione – in quanto gli atleti vengono raggruppati in batterie a seconda delle loro capacità tecniche. Ogni atleta speciale, quindi, sa che in ogni gara avrà la stessa possibilità di vincere degli altri e ce la metterà tutta per farlo. Il motto dell’atleta Special Olympics, che va recitato all’inizio di ogni appuntamento, siano giochi, siano convention, è infatti: “che io possa vincere, ma se non ce la facessi, che io possa tentare con tutte le mie forze”».
Le attività inizieranno alle ore 9,00. L’ingresso è gratuito.


































