All’indomani della doppia bocciatura del Piano di riordino ospedaliero, oggi è stata convocata la Commissione Sanità affinchè il presidente assessore alla Sanità Emiliano spiegasse: le priorità del Piano di Riordino, con quali risorse ed entro quali termini verranno attuate sia le riconversioni degli ospedali chiusi e adibiti ad altri servizi sanitari sia la costruzione di nuovi ospedali.

«Purtroppo abbiamo assistito ad un ennesimo soliloquio del Presidente senza ricevere alcuna indicazione sui tempi di attuazione del piano – afferma la consigliera del M5S Grazia di Bari – nonostante i tentativi di rassicurazione verbali del presidente/assessore, la costruzione del nuovo ospedale di II livello ad Andria rimanga solo una chimera: primo perché le risorse economiche sono insufficienti e secondo perchè i reparti di II livello presenti nell’ospedale Bonomo sono stati chiusi e/o trasferiti. D’altronde – prosegue la consigliera pentastellata – se vi fosse stata una concreta volontà di costruire un ospedale di II livello, il Presidente avrebbe dovuto accogliere il mio emendamento presentato ad aprile dell’anno scorso che, in attesa della realizzazione dell’Ospedale di II livello di Andria, prevedeva una serie di interventi per le strutture sanitarie della BAT. Il riferimento è all’emendamento attraverso il quale la consigliera Di Bari chiedeva per l’Ospedale Bonomo di Andria il ripristino della U.O. Chirurgia Plastica ed U.O. Oculistica, U.O. Otorinolaringoiatra, e istituzione di U.O. Chirurgia Toracica, U.O. Chirurgia Vascolare; per l’Ospedale Dimiccoli di Barletta l’istituzione di una U.O. UTIC; per l’Ospedale di Trani e l’Ospedale di Canosa il mantenimento della situazione attuale mentre per Minervino e Spinazzola la dotazione di ambulanze medicalizzate. Invece – conclude la Di Bari – abbiamo assistito allo smantellamento dell’Ospedale di Andria, alla chiusura degli ospedali di Canosa e Trani e all’abbandono di Spinazzola e Minervino. Vorrei ricordare al Presidente/Assessore Emiliano che il piano regionale di riordino ospedaliero rappresenta una occasione per migliorare l’offerta in tema di sanità pubblica alla popolazione residente e non l’occasione per lasciare pericolosi vuoti assistenziali».