Una riunione di maggioranza, del centrodestra cittadino, per ribadire una sorta di ricompattamento ma anche la necessità di maggiore collegialità nelle scelte amministrative, dopo lo strappo avvenuto nell’aula di Palazzo di Città mercoledì scorso durante un lungo ed infuocato Consiglio Comunale. E’ la querelle politica di Andria e della maggioranza di centrodestra che, dopo lo scontro tra il Sindaco Giorgino e l’anima più critica e cioè il Gruppo dei Conservatori e Riformisti, prova a ricompattarsi in un momento particolarmente delicato e di grandi cambiamenti soprattutto se si pensa a quanto sta accadendo a livello nazionale.

Si è partiti alle 16,30 per finire attorno alle 20, con tutti i componenti della maggioranza presenti qualche momento di tensione, ma non troppi, e naturalmente Co.R. al centro della discussione assieme all’assessore Sgaramella, attualmente indipendente. Una riunione di maggioranza nata per ricucire lo strappo ma da cui si esce con un’unica certezza: i Conservatori e Riformisti non sono fuori dalla maggioranza di centrodestra anche se valuteranno provvedimento su provvedimento in Consiglio Comunale prima di votare favorevolmente. Una lunga cronistoria delle vicende consumatesi sin dopo la vittoria delle elezioni amministrative per il Giorgino bis, sino ad arrivare all’ultimo Consiglio Comunale, passando per un dialogo poco proficuo tra le forze in campo e qualche rivendicazione sopita ma che di tanto in tanto è emersa.

E poi la questione assessorato: Pietro Sgaramella è attualmente indipendente dopo esser uscito formalmente dai Conservatori e Riformisti che non hanno più rappresentanti in giunta. Dal momento del rimpasto, in realtà, non è più stato idilliaco il rapporto tra il partito e l’assessore, sino alla rottura definitiva di giovedì scorso. Ora però la palla passa nelle mani di Giorgino che ha chiesto più volte, durante la serata, se lo stesso Sgaramella fosse o meno rappresentativo di Co.R. e che nessuno lo avrebbe immaginato quale assessore tecnico del governo cittadino. Il nodo della vicenda risiede sicuramente anche in questo passaggio essenziale: se Sgaramella non è rappresentativo di nessun partito pur essendo stato nominato nelle fila di Co.R., quale sarà il nuovo equilibrio in Giunta? Il Primo Cittadino, durante la riunione, ci raccontano, ha ribadito più volta la non volontà di modificare l’esecutivo, anche se i numeri in consiglio restano risicati ed impietosi: la maggioranza, su qualche provvedimento, mancando i voti di Co.R., potrebbe avere il vantaggio di un solo voto ed il che sarebbe alquanto complicato.