Si è parlato di amministrazione ed enti pubblici, ma anche di cultura che diviene sviluppo ed impresa. Si è parlato di follia e volontà di unione, ma anche di scelte coraggiose che devono riportare l’attenzione verso la voglia di investire nei propri territori e nella cultura. E’ la sintesi molto rapida della prima giornata de la Festa dell’Unità provinciale organizzata dal gruppo andriese del Partito Democratico, in corso di svolgimento nel Chiostro di San Francesco ad Andria.
Si è cominciato nel pomeriggio con un tavolo tematico su cultura e sviluppo a cui hanno preso parte il Sindaco di Lugo in Emilia Romagna, Davide Ranalli, assieme a Nunzio Liso Presidente dell’assemblea provinciale del PD ed Assuntela Messina Presidente regionale del PD assieme a Cinzia Dicorato del dipartimento cultura dei democratici regionali. Una lunga carrellata di racconti, idee, atti concreti e proposte, tutte per raccontare come la parola “cultura” non sia un concetto astratto bensì un concetto chiaro di “sviluppo” dei territori.
A seguire, invece, un tavolo tematico con i Sindaci di centrosinistra della BAT ed in particolare Pasquale Cascella (Barletta), Ernesto La Salvia (Canosa), Michele Lamacchia (San Ferdinando di Puglia) e Francesco Spina (Bisceglie) con l’intervento di Ruggiero Mennea (Consigliere Regionale PD) e Salvatore Vitanostra (consigliere provinciale PD). Con loro si è discusso di enti locali ed amministrazione in un quadro normativo in continuo mutamento assieme ad una innata “follia” che diviene importante assieme all’orgoglio, per condurre in porto la scelta di esser Sindaci in un periodo di particolare difficoltà. La crisi, infatti, è stata scaricata soprattutto sui comuni e l’abolizione delle province non fa altro che implementare competenze in attesa di capire esattamente con quali risorse umane e finanziarie sopperire all’assenza dell’ente intermedio.


































