Una struttura riconosciuta da tutti come una assoluta eccellenza del territorio, eccellenza per qualità di intervento soprattutto nelle emergenze, eccellenza grazie all’instancabile lavoro di medici, infermieri ed addetti, che ci lavorano all’interno. Una struttura come quella del Pronto Soccorso dell’Ospedale “Bonomo” di Andria, che poco più di un mese fa ha fronteggiato egregiamente una delle più immani tragedie che il territorio ha mai dovuto sopportare. Ma finiti i riflettori ed i complimenti ci si deve scontrare con la dura e triste realtà.

Ed allora siamo partiti in un viaggio nella struttura d’eccellenza dell’emergenza/urgenza dell’intera BAT, quella che accoglie migliaia di pazienti all’anno e che opera con poco più di 20 infermieri e da ben quattro anni senza un Primario di Unità Operativa. Una struttura in cui, diversi pazienti/lettori ci segnalano la mancanza di pulizia nei bagni ma anche la complessità nell’operare, per esempio, alcuni trasferimenti. La situazione, in realtà, è ben più grave di quanto si possa immaginare: dal 1 settembre, infatti, la direzione dell’Ospedale “Bonomo” ha stoppato tutte le reperibilità di infermieri ed addetti dei servizi di pulizia. Reperibilità che servivano sostanzialmente, a tamponare emergenze soprattutto notturne e soprattutto per i trasferimenti e per le pulizie continue della struttura.

In pratica infermieri ed addetti della Sanità Service, hanno terminato le 250 ore di straordinario possibile per questo anno solare con circa quattro mesi da affrontare senza particolari soluzioni. Il Pronto Soccorso, dunque, già normalmente sotto organico, perde ulteriori figure che soprattutto di notte consentivano di effettuare i trasferimenti in altri nosocomi visto che il “Bonomo” non ha a disposizione quasi mai posti letto. In questa fase di continua instabilità organizzativa del nosocomio andriese, inoltre, proprio gli addetti alle pulizie della Sanità Service, sono stati utilizzati per sopperire all’assoluta mancanza degli Operatori Socio Sanitari dei quali si resta in attesa. Ancora nessuna notizia dal possibile concorso nell’ASL BT che avrebbe dovuto portare l’assunzione di oltre 100 OSS. A corollario di queste gravi carenze organizzative, poi, la sostanziale impossibilità di stabilità organizzativa vista l’assenza di un Primario dell’Unità Operativa. Una situazione che, fonti interne al Pronto Soccorso, dicono esser particolarmente esplosiva con turni sempre più complessi da completare ed assistenza ai pazienti messa a grave rischio. Ad ora, tuttavia, nessuna la soluzione messa in campo per fronteggiare l’ulteriore emergenza della fine della reperibilità.