
«La capacità accusatoria che dimostrano i grillini, un giorno si e l’altro pure, nello screditare l’amministrazione e conseguentemente anche l’immagine stessa della nostra città, evidenzia in loro un vero e proprio stato di frustrazione che li porta a negare anche l’evidenza. Fanno finta di ignorare che nonostante il loro continuo ed infruttifero “frinire”, negli ultimi sei anni Andria è “assurta”, loro malgrado, a città co-capololuogo di riferimento della Bat tra le più virtuose e molto più frequentata rispetto agli anni scorsi. E che lo sia veramente lo dimostra il ruolo stesso che ha svolto e continua a svolgere nel panorama politico e gestionale da sei anni a questa parte rispetto ad altre città del territorio». Interviene così in una nota Benedetto Miscioscia, esponente di Noi con Salvini, attaccando il Movimento 5 Stelle in merito alle ultime dichiarazioni riguardo il silenzio dell’amministrazione comunale e il Sindaco Giorgino su alcune questioni “calde” della città federiciana, tra cui la nuova caserma dei Carabinieri e la nuova Questura.
«Un riconoscimento- continua – anche per il miglioramento che la città sta vivendo attestato dai tanti visitatori che frequentano la nostra città, contrariamente a quanto vanno propinando in giro i frustrati grillini, nel vano tentativo di suggestionare le menti dei cittadini andriesi per far credere loro il contrario, per sopperire all’incapacità di saper presentare proposte credibili e meritevoli di considerazione. Del resto se i presupposti di dimostrare di essere bravi ad amministrare sono come quelli che stanno riguardando quei comuni in cui i loro colleghi hanno ricevuto dagli ignari cittadini la responsabilità di amministrare, allora il quadro si fa veramente preoccupante.
Di esempi certamente non mancano, sono note le vicende del Comune di Quarto, assurto alle cronache nazionali, nonostante il loro slogan onestà, onestà, onestà, sulla vicenda del voto di scambio e degli abusi edilizi. Quello di Venaria con una giunta sempre più in bilico, Comacchio e Gela con i sindaci cacciati o espulsi che dir si voglia dal movimento, Livorno alle prese, oltre che con gli avvisi di garanzia al sindaco e assessore, con i problemi della gestione del sevizio rifiuti e dei rimborsi agli amministratori delle spese sostenute per raggiungere la sede comunale, Civitavecchia alle prese con il rischio dissesto finanziario e con le tasse aumentate al massimo, Parma con la nota vicenda dell’inceneritore e dell’avviso di garanzia al sindaco che si ribella ai diktat di Grillo e della Casaleggio Associati, Pomezia tanto decantata per l’incorruttibilità del sindaco, il quale oltre ad aver prorogato l’appalto per la gestione dei rifiuti e la pulizia urbana ad un Consorzio nazionale servizi e la sua affiliata “Formula ambiente”, società quest’ultima “partecipata” della Coop 29 giugno di Salvatore Buzzi, arrestato per lo scandalo mafia capitale, si è reso protagonista di un altro scandalo: quello del dolce nelle mense concesso solo ai bambini paganti; Bagheria con il sindaco e la giunta coinvolti sia nello scandalo delle case abusive che in quello dell’aumento di 60.000 euro dei loro stipendi, negando, nel frattempo, a 80 bambini disabili l’assistenza estesa all’intero orario scolastico, con la motivazione che mancavano le necessarie risorse finanziarie, Ragusa con il sindaco e la sua giunta che prima fanno vedere di ridursi le indennità e dopo tre anni, decidono di adeguarsele con effetto retroattivo con la scusa dell’adeguamento ISTAT; senza trascurare la vicenda dello scandalo del via libera dato dalla sua Giunta sulle opere edilizie, necessarie a supporto delle trivellazioni.
Questo è il quadro desolante dei comuni amministrati dai cinque stelle, ai quali adesso si aggiunge, fresco, fresco anche il caos recente di Roma che ad appena due mesi dall’insediamento è già alle prese con la prima crisi della giunta Raggi con le contestuali ed inaspettate dimissioni sia del magistrato Carla Raineri nominata dal sindaco capo di gabinetto con uno stipendio di 193.000 euro, che dell’assessore al bilancio Minenna unitamente ai vertici di Atac ed Ama, le società partecipate del Comune di Roma.
Fatta questa doverosa precisazione sulla quale invito i grillini andriesi a fare mente locale, intervengo in merito alle loro insensate accuse mosse alla nostra amministrazione sul presunto degrado ambientale, e sui problemi di sicurezza e di legalità in cui sarebbe caduta la nostra città, screditando, inconsapevolmente, anche il lavoro che svolgono quotidianamente, in modo proficuo, le stesse forze dell’ordine presenti in città, dall’Arma dei Carabinieri, alla Polizia di Stato e Guardia di finanza. Come al solito, intervengono a sproposito, facendo gaffe a tutto spiano con l’intento di tentare di avvelenare l’acqua del pozzo, non immaginando che la stessa acqua potrebbe finire per avvelenare anche loro. Si ritorna sul solito refrain del servizio raccolta rifiuti di Andria e Canosa e sulla questione commissariamento, utilizzando strumentalmente e parzialmente, stralci della pronuncia del T.A.R..
Orbene, precisato che dai grillini non intendiamo prendere nessuna lezione di legalità e che la nomina commissariale è intervenuta specificatamente per la gestione del contratto e per la sua regolare esecuzione fino al termine della durata dello stesso, a garanzia della sua applicazione nei termini e nelle modalità stabilite, è bene chiarire che, rispetto agli interessi della stessa società che ha autonomamente provveduto a ricorrere alla giustizia amministrativa per la salvaguardia dei propri interessi, l’Amministrazione comunale non si è costituita, per la semplice ragione che in tale vicenda il nostro Ente, nonostante i voli pindalici dei grillinni, non è stato coinvolto. Non solo, ma la stessa amministrazione, contrariamente a quanto vanno propinando in giro, ha provveduto a formalizzare nelle sedi opportune, gli atti necessari a tutela degli interessi della nostra comunità. Comprendo le frustrazioni alle quali sono sottoposti i grillini per la loro smania di rendersi ad ogni costo protagonisti, ma come capita spesso, finiscono per prendere fischi per fiaschi oltre a fare magre figure se non addirittura figuracce. Quanto alla presunta loro azione politica svolta sulla vicenda della “nuova” questura, chiarito che l’aspetto procedimentale dell’iter tecnico-amministrativo è demandato alle competenze gestionali del nostro settore dei Lavori Pubblici e che l’aggiudicazione dell’opera non è certamente da annoverarsi al successo della loro azione politica, non mi sembra che abbiano chiarito se, al dilà dell’incagliamento sulle parole “Procura della Repubblica”, loro sono favorevoli o meno alla realizzazione della “nuova” caserma dei Carabinieri, come da progetto presentato.
Quanto alla nuova caserma della Finanza – conclude Benedetto Miscioscia – tralasciando quella demagogica e strumentale della Polizia Locale, i grillini sanno benissimo che il Comune non ha specifiche competenze in materia e che l’individuazione degli immobili o delle aree più confacenti alle loro esigenze sono soggettive e valutate dagli stessi comandi in base a specifiche loro esigenze logistiche ed organizzative come, appunto, per la nuova caserma dei carabinieri. Quanto alla presunta situazione di illegalità diffusa nella villa comunale, se di loro conoscenza, facciano le opportune e doverose denunce nelle sedi competenti, piuttosto che farle genericamente con un comunicato. Quanto al cambiamento, precisato che rispetto al 2010, la nostra città oggi è risorta, con un centro storico “frequentatissimo e vivissimo”, risulta evidente che il problema della movida, comune tra l’altro anche ad altre città viciniore e non solo, come si evidenzia quotidianamente dalla cronaca dei giornali di altri, va regolamentato e controllato. Ma anche su questo argomento, non ho ancora compreso quale siano le proposte avanzate dai grillini per la sua risoluzione, a meno che non abbiano in mente di voler “cambiare”, con l’introduzione del regime del coprifuoco o della repressione tout court».


































