Tra diversi “non posso rispondere” e qualche dettaglio interessante, è durata circa mezz’ora un’affollata conferenza stampa del Procuratore della Repubblica di Trani, Francesco Giannella ad un mese esatto dal disastro ferroviario sulla tratta “Andria-Corato” della Ferrotramviaria e che ha visto 23 vittime ed oltre 50 feriti. Un pool di tre Pubblici Ministeri, dopo le note vicende che hanno portato all’abbandono di due magistrati, e diversi esperti, stanno indagando incessantemente, come ha ribadito Giannella, per portare alla luce tutta la verità sulla tragedia. Prima dell’inizio della conferenza stampa con i giornalisti, vi è stato anche l’incontro con l’associazione dei parenti delle vittime oltre che con il Sindaco di Andria, Nicola Giorgino, per fare anche con loro un punto della situazione sulle indagini.
Diversi i nuovi elementi emersi: in primis una ricostruzione più dettagliata dello scontro dopo la prima analisi delle cosiddete “scatole nere” dei convogli: nessun segno di frenata o tentativo di azionare un freno di emergenza. Di conseguenza, i due macchinisti, non si sono avveduti in nessun modo dell’impatto che stava per compiersi. Altro nuovo elemento una discrasia di orari sulle scatole nere presenti sui treni. Discrasia che non presuppone atti illeciti ma semplicemente rallenta leggermente il corso delle indagini e della ricostruzione precisa. Differenti anche le normative di sicurezza emerse nei protocolli da seguire tra le diverse agenzie del Ministero dei Trasporti, differenze che hanno portato inevitabilmente ad una diversità in termini di meccanismi di sicurezza tra le diverse reti ferroviarie italiane. Un problema emerso con forza dopo questo incidente e sui cui il pool d’indagine ha posto l’attenzione poichè se è vero che probabilmente nessuno avrà violato le leggi, è pur vero che i cittadini dovrebbero esser consapevoli degli standard di sicurezza presente su qualsiasi convoglio. Nessuna novità sul numero di indagati, attualmente ancora sei, e nessun interrogatorio ancora effettuato nei confronti dei vertici di Ferrotramviaria mentre restato secretati i verbali degli interrogatori dei capo stazione.
Novità di rilievo, invece, quella di un filone dell’inchiesta che punta a comprendere se vi sono stati altri incidenti sfiorati o provocati. L’idea della Procura è comprendere proprio la possibile portata passata di altri avvenimenti che hanno solo sfiorato un altro disastro. L’indagine, tuttavia, continua a concentrarsi sulle responsabilità primarie: si cerca di comprendere chi ha sbagliato, se la sala di controllo di Fesca ha monitorato la tratta, se qualcuno avrebbe potuto fermare i convogli. Si sta ricostruendo i movimenti di tutti i treni presenti in quella giornata del 12 luglio 2016 anche se, come ha ammesso lo stesso Giannella, la mole di dati ed informazioni, è enorme. Nessuna specifica su quelli che potranno essere i tempi di chiusura delle indagini.





































