Una centrale che controllava il movimento dei treni ma in cui probabilmente non c’era nessuno a monitorarla o forse era previsto che non ci fosse nessuno. Prosegue senza sosta l’inchiesta sullo scontro dello scorso 12 luglio fra due treni della Ferrotramviaria che viaggiavano sulla tratta Andria-Corato e in cui sono morti 23 passeggeri e 50 ne sono rimasti feriti (di cui 17 ancora ricoverati). I magistrati, infatti, ci vogliono veder chiaro e sotto la lente d’ingrandimento è finito un sistema elettronico, come una centralina, che da Bari registra il movimento di tutti i convogli della Bari-Nord.
Da quanto rivelato dagli inquirenti, se a guardia di quel dispositivo ci fosse stato un addetto, probabilmente si sarebbe accorto che due treni stavano circolando in direzione opposta sullo stesso binario e sarebbe intervenuto per evitare il peggio. Per ricostruire la vicenda sono stati posti dei quesiti a 4 consulenti di cui 2 già sono stati impegnati nella strage ferroviaria di Viareggio del 2009: Fabrizio D’Errico ingegnere del Politecnico di Miano e Alfredo Zallocco della Asl di Siena.


































