«Nel registro degli indagati potrebbero finire altri oltre ai 6, perché dalla stazione di Bari c’è il funzionario che monitora l’andamento dei treni». E’ questa un’altra indiscrezione raccolta all’esterno dell’aula deputata agli interrogatori nella Procura di Trani dove il capo stazione di Andria, Vito Piccarreta, ha risposto alle domande dei magistrati alla presenza dell’avvocato De Cesare.
«Ci sono state più distrazioni. Se fosse stato solo errore di Piccarreta la cosa si sarebbe risolta. Anche perché dalla postazione in cui era non poteva avere la percezione di ciò che accadeva perché la comunicazione avveniva con un sistema telefonico medievale – ha ricordato in uno dei momenti di pausa lo stesso Avvocato De Cesare – Piccarreta ha scritto sul registro che il treno è partito semplicemente un minuto dopo, dalle 10,58 alle 10,59, senza mai fare la correzione illeggibile che c’è adesso. Abbiamo acquisito i tabulati e il regolamento delle ferrovie».
Attorno alle 17 si è concluso il primo interrogatorio, quello proprio di Piccarreta che ha ribadito ai magistrati di voler collaborare per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. A seguire è iniziato l’interrogatorio dell’altro capo stazione, Alessio Porcelli, di Corato anche lui tra i sei indagati. A mezzogiorno circa, dopo già alcune ore di interrogatorio, il procuratore Giannella ha lasciato per un attimo l’aula definendo il lavoro «lungo e complesso» e dichiarando che «ci vorrà molto tempo».


































