Se pensi al teatro pensi alle capacità di Eduardo De Filippo, alla sperimentazione di Carmelo Bene, ma anche alla bravura del regista Luchino Visconti. Poi se pensi al teatro devi confrontarti con le difficoltà e la cultura sempre più dimenticata di un’arte che in Italia ha trovato una delle sue massime espressioni nei secoli. Poi se pensi al teatro ti ritrovi di fronte a storie, cosiddette di “periferia” che in realtà riaccendono speranza ed idee. Da cinque anni, infatti, nella Città di Andria, esiste un laboratorio teatrale ormai divenuto sostanzialmente stabile ed ideato dalla Librearia Diderot con la regia e la formazione del Maestro Martinelli del Teatro delle Molliche di Corato.

Un gruppo di oltre una dozzina di attori non professionisti dai 17 ai 60 anni che, autofinanziandosi, producono un progetto di teatro che ogni anno trova nuove conferme e tanti consensi. Conferme come l’aumentare costante di pubblico e di iscrizioni, consensi nati dalla necessità di sdoppiare i gruppi e crearne uno dedicato anche ai più piccoli dai 13 ai 15 anni. Frequenza settimanale da settembre a giugno e preparazione di uno spettacolo che, nel caso del gruppo più storico, ha interessato una commedia di Eduardo De Filippo, rappresentata negli anni ’50 “La paura numero uno”.

«Abbiamo messo in scena una commedia, che nonostante abbia ben più di 50 anni, è di un’attualità disarmante – ci dicono Nunzia di Palma ed Anna Dalò, attrici dello spettacolo andato in scena sabato scorso nell’Auditorium della Parrocchia delle Croci – La paura della guerra e pi in generale le paure di ogni soggetto, sono il motivo portante della commedia che abbiamo rivisitato e che ci ha dato spunti interessantissimi».

L’intera intervista nel video servizio Tv per News24.city.