Il Ponte Bailey campeggia nella città di Andria ormai da quattro anni e mezzo e per fine anno potrà festeggiare le cinque candeline. Un compleanno di cui cittadini e commercianti vorrebbero fare a meno ma che difatto non permette di intravedere nessuna soluzione a medio termine. Il noleggio del ponte richiede una spesa di poco inferiore a 13mila euro annui ma le proteste di chi abita od ha un’esercizio commerciale su via Eritrea e via Carmine è tutto per la complessa situazione di transito e di obiettivo degrado. Ed allora da circa un mese proprio in via Carmine nella parte sinistra del Ponte Bailey, quella per intenderci che immette proprio in via Eritrea, sono sparite completamente le barriere posizionate dal Comune all’atto dell’installazione della struttura stessa. Dunque niente catena per bloccarne il passaggio e neanche transenne che fermino il costante flusso di autovetture. Di conseguenza la stessa via Eritrea è tornata ad esser animata dalle autovetture pur chiusa nell’altra estremità di Piazza Porta La Barra.
La domanda, naturalmente, sorge spontanea: che senso ha tenere ancora il Ponte Bailey montato in via Carmine se comunque l’arteria stradale è regolarmente trafficata e vi sono autovetture parcheggiate. E’ una soluzione di difficile comprensione e che, in questo momento, probabilmente rappresenta una sorta di compromesso storico ma che crediamo non accontenti assolutamente nessuno. Se in quel punto non vi è un immediato pericolo per l’incolumità, infatti, è necessario riaprire quella strada magari con regole specifiche di utilizzo se necessario. Se c’è pericolo immediato per l’incolumità pubblica quella strada deve esser chiusa al traffico veicolare. Stessa sorte vale per il Ponte Bailey: in questi cinque anni sono già stati spesi poco più di 80mila euro per il noleggio. Una somma sicuramente irrisoria per immaginare una sistemazione definitiva del canale pericolante che vi è al di sotto ma una somma che è inutile continuare a spendere se non si immagina una sistemazione definitiva del problema. Via Carmine è una delle strade più antiche e storiche della città di Andria, una via che merita di tornare a splendere proprio come le chianche che ne ricoprono la base.
Gli studi di fattibilità, infatti, hanno dimostrato come i costi di salvaguardia definitiva sono elevatissimi. Secondo l’ultima stima del febbraio 2015, effettuata dagli incaricati dello “Studio Architetti Cimino Associati”, con una informativa preliminare relativa alla progettazione complessiva delle opere di rifacimento, il costo totale si aggirerebbe oltre i 6milioni di euro mentre l’ente comunale aveva previsto opere per circa un milione e mezzo. Una somma consistente che, ad ora, non trova grande facilità di attuazione.

































