Lo scorso mercoledì, presso la Chiesa Cattedrale di Andria, in occasione della Messa Crismale, è stato celebrato in forma ufficiale il ringraziamento al Vescovo Mons. Raffaele Calabro per il servizio episcopale che ha svolto nella diocesi. A gennaio, proprio Mons. Calabro, alla presenza di sacerdoti, religiosi e diaconi, aveva dato lettura della missiva della Santa Sede con cui si comunicava la nomina, da parte di Papa Francesco, di S. E. Mons. Luigi Mansi come nuovo Vescovo di Andria a seguito delle dimissioni dello stesso Mons. Calabro per raggiunti limiti di età.

La Messa del Crisma è una celebrazione singolare nell’arco dell’anno liturgico in quanto offre tante suggestioni per la ricchezza e la bellezza dei suoi riti. Oltre ai sacerdoti, religiosi, diaconi e seminaristi, sai sono riuniti attorno al Vescovo Calabro i rappresentanti di tutte le comunità parrocchiali e associazioni laicali a significare l’unità della Chiesa Diocesana e le autorità pubbliche. Tutta la comunità unita ha colto l’occasione per esprimere a Mons. Calabro, con semplicità e cordialità, la profonda gratitudine per il suo ministero episcopale svolto interamente nella diocesi.

Nato infatti a Minervino di Lecce il 10 luglio 1940 e ordinato sacerdote il 15 marzo 1964, Mons. Raffaele Calabro è stato eletto Vescovo di Andria il 19 novembre 1988 ed è stato consacrato il 6 gennaio 1989, nella Basilica di S. Pietro, in Vaticano, dal Sommo Pontefice, San Giovanni Paolo II. Ha iniziato il ministero episcopale nella Chiesa di Andria il 29 gennaio 1989. Prima di essere nominato Vescovo ha svolto gran parte del suo ministero pastorale nel servizio diplomatico della Santa Sede, prima all’estero e poi in Segreteria di Stato nel Consiglio per gli Affari Pubblici della Chiesa).

«Più che fare il bilancio dei ventisette anni trascorsi in Andria, preferisco ricordare tanti volti di persone care, sia sacerdoti sia laici, che resteranno per sempre vivi nel mio cuore e nella mia mente – ha dichiarato Mons. Calabro. A queste persone mi sono sforzato di dare il meglio di me stesso, – ha continuato il Vescovo – ma ho anche ricevuto tanto. L’attestazione che ho ricevuto e ricevo nelle varie comunità parrocchiali, nelle diverse celebrazioni liturgiche mi commuovono e mi sorprendono sempre e mi fanno toccare con mano la bontà della gente comune e dei sacerdoti che le guidano”.