Dopo l’ipotesi soluzione bonaria arriva la denuncia a causa del mancato seguito. E’ lo scenario a cui si è approdati dopo il raid alla kebabberia in pieno centro città ad Andria e che tanto sdegno aveva provocato circa una decina di giorni fa in città. Le scuse arrivate da parte di alcuni ragazzi accompagnati da genitori con l’impegno di contribuire anche alle spese per i danni, in realtà non avrebbero avuto seguito. E di conseguenza il gestore del locale, dopo aver sostenuto oltre 5mila euro di danni, , per sistemare la pedana e la ringhiera del dehors, e poi comprare nuove sedie e tavolini, oltre che sistemare la vetrata d’ingresso scheggiata dai lanci di bottiglie, ha scelto di denunciare i responsabili.

La vicenda si è consumata attorno all’1:30 di notte nel sabato notte che ha preceduto la fine dell’anno 2025. Un vero e proprio raid innescato dall’intervento di uno dei dipendenti della kebabberia nei confronti di un giovane che stava urinando nei pressi del locale. I toni della discussione sarebbero diventati sempre più accessi, fino a giungere anche ad una colluttazione tra il ragazzo e il lavoratore. In seguito, il giovane si sarebbe allontanato, per cercare supporto da suoi coetanei presenti in zona. Tornati in gruppo al locale hanno dato il via alle scene di violenza che tutti hanno potuto vedere tramite video circolati in rete e diventati ben presto virali.

Nei guai ci finiranno probabilmente una decina di ragazzi minorenni ripresi non solo dai telefonini ma anche dalle telecamere di video sorveglianza della zona. Il gruppo avrebbe agito a voto scoperto quindi facilmente riconoscibili con il materiale già acquisito dalla Polizia intervenuta sul posto la notte del raid.