Entrare nella bottega del maestro intagliatore Giuseppe Marzano in una delle antiche zone della città di Andria è un’esperienza unica. Il legno è vivo anche se reciso ci spiega. Un mantra di vita che si ritrova nelle piccole stanze ricche di manufatti ma soprattutto tanto legno ed un caos calmo che rappresenta anche tutta la vena artistica del fresco vincitore, per la seconda volta, di una menzione speciale internazionale. Un premio al suo percorso artistico che prosegue tra passione e dedizione da oltre 25 anni quello consegnato nei primi giorni di dicembre a Giuseppe Marzano nell’ambito del Luxembourg Art Prize 2025 per le sue grandi qualità artistiche riconosciute dal museo.

Il dialogo in bottega diventa una carrellata storica sull’arte, un salto tra diversi stili, segni e significati tutti perfettamente maneggiati nella testa e nelle mani dal maestro Marzano. La sua inclinazione ad intagliare il legno parte a Cento in Emilia Romagna mentre, come tanti giovani, si era trasferito più a nord per il lavoro. Da quel momento un susseguirsi di opere, di lavori e grandi soddisfazioni anche e soprattutto dal suo rientro in Puglia e ad Andria con almeno due opere tra tutte rimaste nel cuore del maestro intagliatore.

Un mestiere imparato sul campo, frutto di grande manualità ma soprattutto tanta vena artistica. Un mestiere che parte dal disegno per arrivare poi allo scalpellio con i diversi strumenti necessari e con quel mazzolo che da maestro ad allievo viene tramandato quando si è pronti a camminare con le proprie gambe. Il mazzolo del maestro Marzano ha più di 300 anni e magari in futuro spera possa esserci un allievo.

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