Erano attesi da tempo ma ora rappresentano solo una nuova preoccupazione. Anzi, il pericolo che lo sport ad Andria conosca la parola fine. Sono stati pubblicati nei giorni scorsi sull’albo pretorio del comune di Andria i bandi per l’affidamento in concessione delle strutture sportive di Via La Specchia, Via Germania e Via delle Querce. Ma secondo diversi rappresentanti del mondo associazionistico sportivo andriese sono bandi fatti per andare deserti.

Canoni esorbitanti basati su presunti volumi di introito che le società considerano completamente sballati. Requisiti difficili da riscontrare nelle società sportive andriesi ma soprattutto l’assunzione di una serie di obblighi che nessuna società sportiva può realisticamente affrontare. Sono queste le principali contestazioni che nella analisi di Pietro Lamorte, direttore generale della Manzoni, determinano la preoccupazione di non riuscire a portare avanti le attività sportive.

L’analisi sui contenuti dei bandi proposta dal DG della Manzoni poggia anche su diverse possibilità di comparazione. Se è andata deserta la manifestazione di interesse per la gestione del tensostatico di San Valentino a 18mila euro l’anno, come potrebbe risultare appetibile la struttura di via delle Querce a 25mila euro?

Se nel project financing per la piscina comunale di consente al privato di scomputare dai canoni di fitto i lavori di manutenzione, perchè non si può fare sulle altre strutture? Da ex amministratore della Fidelis poi, Lamorte si dice preoccupato: con questa logica, non si arriverà mai a concedere la gestione dello stadio Degli Ulivi.