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PD Andria, 68 firme del comitato “Lasciare un Segno” lancia un monito: «Riaprire il tesseramento»

Lettera aperta ai vertici dem in vista delle politiche 2027 e delle primarie del campo largo

Il comitato nato all’intero del PD di Andria, “Lasciare un Segno”, lancia l’allarme sul tesseramento del Partito democratico in città e chiede di riaprirne i termini. Lo fa con una lettera aperta indirizzata agli organismi del partito, ai simpatizzanti e alla stampa firmato da 68 componenti, in vista delle elezioni politiche del 2027 e delle primarie del campo largo.

Il comitato parte dal recente accordo nazionale tra la segretaria Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, che a suo giudizio traccia «una rotta limpida e coraggiosa»: un programma condiviso entro novembre e le primarie di coalizione a febbraio, per costruire una leadership solida, democratica e ampiamente partecipata. Una grande chiamata alla mobilitazione, sottolineano i firmatari, che mette al centro l’apertura, il coinvolgimento dei cittadini e il superamento delle vecchie logiche di appartenenza.

Secondo il comitato, però, mentre a Roma si spalancano le porte alla società civile e alle forze progressiste, nel Pd di Andria si assiste a «un preoccupante arroccamento» che rischia di compromettere l’esito di questa stagione politica. Il comitato, costituito da tesserati e militanti che credono nel rilancio del centrosinistra, dice di sentire il dovere morale e politico di lanciare un fermo preallarme al direttivo cittadino e ai vertici provinciali e regionali. Anziché aprire alle energie giovani ed esterne, come richiesto dalla segreteria nazionale, ad Andria si sarebbe imboccata la strada opposta: «un tesseramento di fatto bloccato al 31 dicembre 2025 e contingentato, in cui la distribuzione limitata delle tessere finirebbe per alimentare la solita spartizione di potere tra capibastone locali» anziché garantire una partecipazione libera e diffusa, spiegano.

Proseguendo con questo meccanismo, avvertono i firmatari, la futura segreteria cittadina non sarebbe l’espressione della comunità democratica e dei suoi elettori, ma soltanto «l’ennesima immagine sbiadita dei rapporti di forza interni», riproponendo le logiche della Prima Repubblica.

La soluzione indicata è un gesto di responsabilità immediato: riaprire i termini del tesseramento per generare una nuova base e riportare la politica nelle piazze, tra la gente. Il comitato sostiene inoltre che, in questa fase delicata, qualsiasi decisione strategica non assunta all’unanimità rappresenterebbe «la prova provata» di logiche di potere personali messe davanti al bene collettivo.

L’invito alla riflessione è rivolto alla segreteria cittadina, provinciale e regionale. Nel 2027, concludono, si giocheranno non soltanto la credibilità del Partito democratico ma il futuro stesso del Paese, ed è un appuntamento a cui Andria non può permettersi di arrivare «chiusa nelle stanze dei comitati elettorali».

La lettera è firmata dal comitato Pd «Lasciare un Segno» di Andria e da 68 tesserati e militanti: Savino Zingaro, Francesco Scalera, Riccardo Ieva, Nico Porro, Rosa Mastrapasqua, Francesca Francavilla, Daniela Balducci, Vito Zingaro, Lucia Barile, Ezio Renzo, Riccardo Monterisi, Vincenzo Di Gioia, Rosa Troia, Michele Troia, Marco Lopetuso, Berardino Maddalena, Nicola Matera, Antonio Caterino, Maria Di Pasquale, Giovanni Tursi, Vincenzo Cassano, Vincenza Lopetuso, Michelina Losito, Michele Gentile, Giuseppe Gentile, Michele Vurchio, Antonio Losito, Vincenzo Barile, Maria Zingaro, Domenico Policastro, Domenico Barile, Anna Nenna, Luigi Ciciriello, Raffaele Sergio, Savino Lullo, Maria Conversano, Riccardo Balducci, Pietro Guglielmi, Francesco Balducci, Giovanni Liso, Andrea Renzo, Nicola Petruzzelli, Silvana D’Amore, Savino Di Pasquale, Vincenzo Coratella, Pasquale Fusiello, Riccardo Sgarra, Angela Barile, Domenico Salvemini, Maria Giorgino, Vito Dazzeo, Valentina Leonetti, Vincenza Leonetti, Antonio Moschetta, Sabina Buonomo, Giuseppe Vurchio, Michele Carbone, Giuseppe Griner, Felice Quinto, Mario Notarpietro, Vincenzo Zingaro, Pasquale Ieva, Marco Forlano, Nicola Campana, Giuseppe Campana, Vincenzo Berardino, Antonella Loconte e Anna Di Venosa.

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