Avvolta dal tricolore. Dall’abbraccio dei suoi cari e dalla comunità di Montegrosso che l’ha vista nascere e crescere. Fortissima la commozione per il ritorno a casa di Laura Procacci, la 32enne sergente del corpo militare della Croce rossa italiana deceduta a seguito dell’incidente in elicottero avvenuto in Bosnia il 29 ottobre scorso, in cui hanno perso la vita altri tre militari. Il feretro è stato accolto nella chiesa di Santa Maria Assunta e Sant’Isidoro, la stessa dove la giovane Laura ha vissuto i sacramenti, il catechismo e momenti di servizio alla comunità come l’oratorio estivo. Ad accoglierla gli amici d’infanzia, messaggi d’affetto, lumi e fiori. La 32enne sognava di diventare medico, un obiettivo che avrebbe raggiunto a brevissimo. Sempre disponibile per gli altri, aveva scelto di dedicare la sua vita al servizio dello Stato e del prossimo. Valori espressi anche dal Ministro della Difesa Guido Crosetto durante i funerali di Stato tenuti a Roma, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della premier Giorgia Meloni. Alla camera ardente di Montegrosso hanno preso parte i sindaci di Andria e Canosa di Puglia, Giovanna Bruno e Vito Malcangio, i quali hanno istituito il lutto cittadino per l’ultimo saluto a Laura Procacci all’interno della Basilica Madonna dei Miracoli di Andria.
L’abbraccio di Montegrosso a Laura Procacci e alla sua famiglia
Fortissima la commozione per il ritorno a casa della 32enne dopo l'incidente in Bosnia
