Ha collezionato oltre 50mila euro tra spese legali e di giudizio la Fidelis Andria che ha tentato di farsi pagare il residuo di una sponsorizzazione da 139mila euro che pareva essere rimasta in sospeso dalla precedente gestione del presidente Di Benedetto. Le spese legali, la scorsa settimana, sono diventare l’oggetto di un pignoramento proprio da parte della società della compagna dell’ex presidente Di Benedetto nei confronti della Fidelis ora presieduta da Vallarella. È stato proprio Vallarella a rivelare quest’ultima parte della vicenda nelle interviste del dopogara di Fidelis – Francavilla in Sinni.
Come sia potuta cadere la Fidelis in una doppia soccombenza merita invece una riflessione. La vicenda è questa: quando Vallarella decide di rilevare la Fidelis da Di Benedetto, nel bilancio risulta un residuo di quasi 140mila euro di sponsorizzazione sottoscritta il 4 luglio del 2024 da parte di una delle aziende riconducibili allo stesso Di Benedetto. Ma quando arrivano dal notaio per il trasferimento delle quote Fidelis, l’azienda debitrice ha concordato il 3 maggio 2025 con l’amministratore della Fidelis, Michele Montuori uomo di fiducia di Di Benedetto, la transazione a 6000euro di quel debito. La transazione si perfeziona peraltro proprio nelle mani di Vallarella che riceve da Di Benedetto l’assegno di seimila euro, lo incassa e il gioco è fatto.
Non vedendosi pagare, nonostante i solleciti, la Fidelis emette un decreto ingiuntivo per 133mila euro: al di là della sostanza dei fatti, il Tribunale di Trani si dichiara incompetente perché nella clausola del contratto di sponsorizzazione è previsto che in caso di contenzioso si ricorre al tribunale arbitrale. Qui partono i primi 10mila e passa euro di spese.
Si va dunque al collegio arbitrale: davanti al quale la Fidelis non può disconoscere l’atto transattivo firmato tra Montuori e l’azienda Di Benedetto. Oltre a dover eliminare dal suo bilancio un credito di 133mila euro, ora la Fidelis viene condannata a pagate 21mila euro al collegio arbitrale, più 4000euro per la cassa di ciascun arbitro e 14mila euro di spese alla Di Benedetto. Tutte spese da sostenere in solido e che la Di Benedetto avrebbe quindi anticipato pretendendo ora l’intera somma con una ingiunzione, questa sì, per un debito certo, liquido ed esigibile. Vallarella ha dichiarato che la Fidelis pagherà questa cifra anche perché se dovesse trasformarsi in una istanza di fallimento il rischio che possa insinuarsi qualche altro creditore della società andriese, per esempio l’agenzia delle entrate, la situazione diverrebbe incontrollabile.
