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Guerra in Ucraina: da grano a pane il prezzo aumenta fino a 19 volte in Puglia

Lo afferma la Coldiretti Puglia. Sul prezzo finale pesano diversi fattori

In Puglia dal grano al pane il prezzo aumenta fino a 19 volte. E’ quanto afferma la Coldiretti Puglia, rispetto al prezzo medio del pane in Puglia di 3,50 euro al kg con punte fino a 6 euro, mentre le ultime quotazioni di 1 chilo di grano tenero alla borsa merci della Camera di Commercio di Foggia si attestano sui 31 centesimi. Peraltro i prezzi al consumo del pane non sono mai calati negli ultimi anni nonostante la forte variabilità delle quotazioni del grano, per lungo tempo al di sotto dei costi di produzione.

Una dimostrazione che a pesare sul prezzo finale del pane per oltre il 90% sono altri fattori come l’energia, l’affitto degli immobili ed il costo del lavoro piuttosto che la materia prima agricola. Con il grano sottopagato agli agricoltori negli ultimi 4 anni è aumentata la dipendenza dall’estero che ha raggiunto addirittura il 64% del fabbisogno, sul quale ora pesa il calo delle produzioni in Russia e Ucraina per effetto del clima. E a preoccupare sono le prossime semine con i costi che sono raddoppiati per gli agricoltori che, spiega la Coldiretti Puglia, sono costretti ad affrontare rincari fino al 115%. Peraltro il prezzo del grano per effetto della speculazione è sceso dell’8,5% nell’ultima settimana nonostante il permanere delle tensioni internazionali con lo stop alle esportazioni deciso dall’Ungheria e dall’Ucraina e l’annuncio della Russia di sospendere le esportazioni fino al 31 agosto.

Per ridurre la volatilità e stabilizzare i prezzi occorre, conclude la Coldiretti regionale, realizzare rapporti di filiera virtuosi con accordi che valorizzino i primati del “Made in Italy” e garantiscano la sostenibilità della produzione in Italia con impegni pluriennali e il riconoscimento di un prezzo di acquisto “equo”, basato sugli effettivi costi sostenuti. Una necessità per ridurre la dipendenza dall’estero da dove oggi arrivano oltre 6 chicchi di grano su 10 consumati in Italia.

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