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“Rilanciare la comunità braccianti di Andria”: non dimenticare l’opera di don Riccardo Zingaro

L'appello arriva direttamente dal presidente tranese Marasciuolo

Una eredità dal valore sociale imponente: don riccardo zingaro ha rappresentato per andria e non solo una pietra miliare nell’azione a favore dei più svantaggiati. Su impulso di monsignor di donna, nel 1949 dà vita alla comunità braccianti, poi si occupò degli emigrati consentendo, con le sue lettere di presentazione, di facilitare la ricerca di lavoro per chi lasciava questa terra in cerca di una occupazione nel nord italia o all’estero. Utilizzò una donazione della sua famiglia alla diocesi in località lamapaola ad Andria per creare una scuola materna. Sul finire degli anni ottanta si occupò invece degli immigrati sollecitando, come dimostra questa intervista rilasciata ad un giovanissimo Francesco Giorgino per la nostra emittente Telesveva, un atteggiamento accogliente di tutta la comunità Andriese.

Una eredità spirituale, di pensiero e materiale di assoluto spessore quella che Don Riccardo Zingaro ha lasciato alla città di Andria. Ma oggi che ne è della sua memoria? Troppo poco secondo Giuseppe Marasciuolo presidente della comunità braccianti di Trani che ha voluto rappresentare in una intervista rilasciataci, il disagio nel vedere come siano attive e in salute le sedi delle comunità braccianti di Trani e Corato mentre quella di Andria si sostiene oggi solo sull’apprezzabile sforzo di un anziano ma di comunità è rimasto poco o nulla.

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