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Il Procuratore Generale della Corte di Cassazione, l’avv. Riccardo Fuzio in pensione da novembre

Ieri l'incontro con Mattarella: l'andriese in carica dal 2017, sarà collocato a riposo con un anno di anticipo

Dopo quasi due anni, a novembre prossimo, il Procuratore Generale della Corte di Cassazione, l’avvocato di origini andriesi Riccardo Fuzio, lascerà il suo ruolo per un collocamento a riposo anticipato. E’ quanto emerso dopo l’incontro di ieri pomeriggio con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha preso atto della decisione di Fuzio. La carica prestigiosa e di grande responsabilità gli fu attribuita a dicembre del 2017 quando il plenum del CSM lo nominò Procuratore Generale con 16 voti. Una carica che terminerà, dunque, con circa un anno di anticipo rispetto a quanto sarebbe accaduto in base alla legge: Riccardo Fuzio, infatti, compirà 70 anni, età limite per il trattenimento in servizio delle toghe, nel novembre del 2020.

In pensione con circa un anno di anticipo con un gesto, definito da molti di grande senso di responsabilità, «a conclusione – si legge nella nota del Quirinale di ieri sera – di un brillante percorso professionale al servizio delle istituzioni». La decisione di Fuzio sarebbe maturata anche a causa della pubblicazione della conversazione con Palamara intercettata dal trojan inserito nel cellulare del pm di Roma indagato a Perugia per corruzione. Il procuratore generale della Cassazione è titolare assieme al Guardasigilli, lo ricordiamo,  dell’azione disciplinare per i magistrati. In passato, comunque, Riccardo Fuzio, è stato togato al Csm tra il 2010 e il 2014, poi, rientrato alla Suprema Corte, prima della nomina a Procuratore Generale, è stato avvocato generale.

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