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Federico II ed il “De Arte Venandi”: alla scoperta del trattato sullo studio degli animali

Un testo attuale ma scritto 800 anni fa: una mostra per ristudiarlo a Castel del Monte

Una mostra innovativa, in un luogo particolarmente significativo, ripercorrendo l’attualità di uno scritto di circa 800 anni fa. Parliamo del “De Arte Venandi” ed il potere dell’armonia di Federico II di Svevia, base scelta per una mostra che si articolerà nei castelli di Trani, Bari e Castel del Monte e nata da un’idea di Lorenzo Zichichi e Tommaso Morciano con curatori Anna Laura Trombetti Budriesi e Ortensio Zecchino. La prima tappa di presentazione proprio a Castel del Monte dove il De Arte Venandi di Federico II ha trovato probabilmente una perfetta applicazione.

La mostra si impreziosisce delle musiche scelte dal maestro Riccardo Muti e si articola in tre tappe: la prima è, come detto, Castel del Monte che accoglie il visitatore e lo proietta proprio nel Trattato federiciano privilegiando le pitture di Pizzi Cannella; a Bari, invece, sarà fruibile la campagna fotografica condotta da Ortensio Zecchino, in buona parte nella Murgia e nel Tavoliere; Trani privilegerà la multimedialità, con i video che consentiranno di passare dalle pagine originali del Trattato alla traduzione e lettura delle pagine del Trattato. Il “De Arte venandi” è un trattato di circa 600 pagine scritto da Federico II e che anticipava di secoli l’osservazione e lo studio del comportamento degli animali.

Castel del Monte, luogo così originale, misterioso e caro a Federico II solo la prima tappa di una mostra che coinvolge anche Bari e Trani altri luoghi immersi nella storia del Puer Apuliae.

Il servizio completo su News24.City.

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