“Forte preoccupazione per il futuro della filiera olivicola italiana e, in particolare, per i produttori di olio extravergine di oliva ottenuto dalla varietà Coratina”. Il grido d’allarme è stato lanciato nelle scorse ore da Benedetto Miscioscia di Fareambiente e Gennaro Sicolo di Italia Olivicola. A seguito del Regolamento europeo dello scorso 21 agosto, la Commissione Europea ha previsto infatti specifiche deroghe al limite minimo di steroli, solo per gli oli ottenuti dalle varietà di olive Koroneiki e Nocellara del Belice, tenendo fuori la Coratina. A nulla è valso il percorso di confronto e l’accordo maturato in sede di Consiglio Oleicolo Internazionale. Questa decisione solleva interrogativi e suscita perplessità, soprattutto se si considera il valore qualitativo, produttivo e commerciale dell’olio extravergine di oliva Coratina.
Escludere la Coratina dalla possibilità di beneficiare della deroga significa, di fatto, esporre i produttori al rischio che questo tipo di olio possa essere considerato non conforme alla normativa europea, pur rientrando nei parametri previsti dalla normativa internazionale del Consiglio Oleicolo Internazionale.
A livello europeo sembra che qualcosa si stia muovendo ma la richiesta, ovviamente, non può che esser quella di fare presto.
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