Lo aveva già annunciato il Consiglio di Istituto con una nota arrivata a margine dell’incontro al Liceo Scientifico: senza azioni risolutive lo stato di agitazione proseguirà, dicevano. Ed ora c’è anche un nuovo atto formale forse uno degli ultimi possibili e cioè un esposto direttamente al Ministero della Pubblica Istruzione e poi a cascata alla Prefettura BAT, Uffici Scolastici Regionale e Provinciale, Provincia BAT e Comune di Andria. L’obiettivo è cercare una definizione della problematica con una ipotesi chiara e rilanciata dallo stesso istituto: spostare il terminal bus all’interno dell’area attrezzata del parcheggio di autovetture già realizzato da Ferrotramviaria per la stazione Andria Sud e poi rimettere a disposizione le aree già espropriate dal Comune di Andria alla Provincia BAT (anche a danno dello stesso ente) affinchè in quel luogo venga completato il 2° stralcio del progetto di ampliamento del Liceo Scientifico “Nuzzi”, già approvato diversi anni fa, con la realizzazione delle strutture sportive. La storia è ormai piuttosto nota. Il Comune di Andria ha scelto in un’area adiacente l’istituto di realizzare un parcheggio per bus all’interno dei lavori per i progetti cosiddetti Pinqua. Le opere sono proseguite in questi mesi nonostante le rimostranze della comunità scolastica esplose poi alla ripresa delle attività a fine settembre. Il cantiere avanza anche se decisamente non corre.
Quell’area prescelta, all’epoca di privati, era stata opzionata dalla Provincia BAT ed avvallata dall’ente comunale con una variante urbanistica, nell’ambito del progetto di ampliamento dell’istituto partito materialmente 12 anni fa, diviso in due stralci. In realtà non è ancora concluso neanche il 1° stralcio a causa di un contenzioso tra la ditta esecutrice delle opere e la Provincia BAT. Passati diversi anni l’ente comunale ha inteso allora espropriare quelle aree e progettare la costruzione di un parcheggio con annessa rotatoria che servirà poi anche il sottopasso in via di realizzazione. Ma la comunità scolastica sin da gennaio scorso ha chiesto la revisione del progetto poichè quantomeno il primo stralcio di quell’ampliamento si sarebbe potuto completare considerando che si era in via di definizione con il contenzioso ed il rischio sarebbe stato poi quello di non poterlo collaudare. Nulla è però cambiato almeno fino a maggio quando il cantiere ha preso forma e le rimostranze sono diventate più intense sino alle proteste formali, allo sciopero degli studenti ed all’incontro con l’amministrazione comunale. Nulla è cambiato neanche in questi 20 giorni nonostante le aperture a possibili piccole modifiche. Ed allora carte, richieste e proposta con un esposto direttamente al Ministero in attesa di un consiglio comunale monotematico richiesto dalle opposizioni.
