Parole urlate che tradiscono un disagio non più ignorabile, mentre le immagini, potenti, raccontano di una città, quella di Andria, unita nel voler far sentire la propria voce. Contro il carovita, per condizioni di vita più dignitose per tutti. In migliaia sono arrivati in Largo Torneo e non solo autotrasportatori e agricoltori, ma cittadini di ogni fascia d’età. Le proteste pacifiche di alcune categorie di lavoratori che ormai da settimane proseguono incessanti in Puglia e in tutto il Sud Italia sono divenute il grido d’allarme di ogni cittadino.
La stanchezza e le difficoltà sempre maggiori nel far fronte all’aumento generalizzato dei costi della vita non significano la resa dei lavoratori ad un destino già scritto. La mobilitazione di Andria, in cui va registrata anche la presenza di alcuni sindaci del territorio (Galiano da Trani, Angarano da Bisceglie), testimonia l’esatto opposto e accende i riflettori su persone che non hanno perso la voglia di battersi per il proprio futuro per quanto fosco appaia.
Il corteo, dopo aver sfilato con canti e striscioni per le vie del centro cittadino, ha concluso la propria marcia in Piazza Catuma. È qui che ha preso la parola il vescovo Mons. Mansi. «So bene che dietro ogni prodotto del vostro lavoro ci sono famiglie, sacrifici quotidiani, notti insonni e la dignità di un mestiere che merita rispetto, giustizia e giusto compenso», ha dichiarato, rivolgendosi alla piazza, per poi concludere: «Lascia stupiti che tutto questo trovi scarsa eco nei circuiti della stampa nazionale, ma noi vi siamo vicini».
