Home Attualità Strage Andria-Corato, De Mucci (NPSI Puglia): «Chiuso il processo, non le domande»

Strage Andria-Corato, De Mucci (NPSI Puglia): «Chiuso il processo, non le domande»

«Non servono passerelle né commemorazioni di circostanza, ma memoria, sicurezza e rispetto»

Pubblichiamo la nota stampa di Luigi De Mucci (NPSI Puglia) in seguito alla sentenza della Corte di Cassazione sulla strage ferroviaria Andria-Corato:

«Ventitré vite spezzate non possono essere archiviate soltanto come una responsabilità individuale. La sentenza della Corte di Cassazione sulla strage ferroviaria Andria-Corato è definitiva. Vanno rispettate le decisioni della magistratura e il principio dell’autonomia della giustizia. Ma una cosa è chiudere un processo, altra cosa è chiudere le domande che quella tragedia ha lasciato dietro di sé.

Ventitré persone hanno perso la vita, famiglie intere sono state devastate e un territorio porta ancora oggi le ferite di quella tragedia – dichiara Luigi De Mucci, NPSI Puglia –. La Cassazione ha confermato le condanne dei due ferrovieri e le assoluzioni della società e dei suoi dirigenti. Prendiamo atto della sentenza, ma non possiamo ignorare che la Procura Generale aveva chiesto un nuovo processo.

Oggi – prosegue De Mucci – il procedimento giudiziario arriva al suo epilogo. Ma sul piano politico e istituzionale resta una riflessione che nessuno dovrebbe sottrarsi dal fare: come è stato possibile che un sistema ferroviario consentisse una tragedia di queste proporzioni Per NPSI Puglia, il tema non può essere ridotto esclusivamente alla ricerca di responsabilità individuali. La politica deve interrogarsi sui sistemi di sicurezza, sui controlli, sull’organizzazione del servizio e sulle condizioni che possono trasformare un errore umano in una catastrofe. Questo non significa mettere in discussione una sentenza definitiva, ma assumersi il dovere di imparare da ciò che è accaduto.

Non servono passerelle né commemorazioni di circostanza. Servono memoria, sicurezza e rispetto per le 23 vittime e per i loro familiari. La sentenza chiude il processo, ma non cancella il dolore e non può cancellare il dovere delle istituzioni di interrogarsi.»

Exit mobile version