Bene ma non benissimo. Nel primo semestre del 2026, la raccolta differenziata nella Bat fa registrare un livellamento verso numeri eccellenti come dato della provincia, ma non ci sono più città che superano il 75%. Una soglia che garantiva lo scontro del 40% sull’ecotassa, del quale non potrà beneficiare alcun comune della sesta provincia, se dovessero essere mantenuti questi standard fino alla fine dell’anno in corso.
Anche Trani, che aveva chiuso il 2025 con il 75,54% ha perso 2 punti percentuali, che la fanno retrocedere al secondo scaglione, con la possibilità di uno scontro inferiore sull’ecotassa, pari al 30%. Trani comunque resta la città che differenza meglio nella provincia, visto che dei 15milioni di rifiuti prodotti, ne vengono differenziati oltre 11 milioni. Conferme, invece giungono da Andria che si attesta sul 73,36%, perdendo 1 punto percentuale rispetto allo scorso anno. Importanti segnali di crescita, arrivano dal terzo co-capoluogo. Infatti a Barletta la differenziata passa dal 68 al 71%, oltre 2 punti che l’avvicinano al trend provinciale.
Canosa si mantiene su livelli di eccellenza, anche se c’è un leggero calo che la fa assestare sul 71,46%. La città di Boemondo, però, vanta la più bassa produzione di rifiuti pro capite del territorio, pari al 27,94 chilogrammi mensili per abitante, contro per esempio i 44,71 di Trani. Fa notizia, infine, il netto miglioramento nella Bat, di Margherita di Savoia. La città del Sale passa dal 53,16% dello scorso anno al 71,76% dei primi sei mesi del 2026: ben 18 punti in meglio rispetto al passato. Superano il 70% anche San Ferdinando che cresce in maniera rilevante, si conferma Spinazzola e perdono qualcosina Trinitapoli e Minervino Murge. Unica macchia nera della provincia è rappresentata da Bisceglie, perché il già basso 63% dello scorso anno è peggiorato ulteriormente fino a toccare il 59,63%, allontanando la città da ogni tipo di riduzione sull’ecotassa.
