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Dopo i lavori sul verde, la villa comunale di Andria continua a vivere nel degrado

Panchine divelte, transenne abbandonate, un'area giochi di cui resta poco come del campo da calcio rimane solo il ricordo

Panchine divelte, transenne abbandonate, un’area giochi di cui resta poco come del campo da calcio rimane solo il ricordo. È una parte dello scenario a cui continuano ad assistere cittadini e visitatori di Andria quando decidono di passeggiare nell’immenso polmone verde cittadino, la villa comunale intitolata a Giuseppe Marano.

Presentata alla cittadinanza pochi giorni fa in seguito agli interventi di riqualificazione del verde, dell’area sgambamento cani e alla creazione del giardino della biodiversità, la villa andriese continua a presentare diversi aspetti critici.

Percorrendone il viale centrale balzano subito in primo piano gli elementi degradanti per il paesaggio: bidoni nelle aiuole, cartellonistica gettata sul terreno, transenne dimenticate. E anche trovare una seduta comoda non è semplice: molte delle panchine sono danneggiate. Le isole ecologiche abbandonate a se stesse, i cestini senza buste, la fontana dell’anfiteatro inattiva da anni. E poi i punti cardine della villa comunale: i bagni, il campetto da calcio, l’area giochi, gli spazi per l’attività fisica. Le toilette sono fatiscenti, il campo da calcetto in rovina, del parco giochi restano le altalene senza seggiolini e la pavimentazione di sicurezza rimossa. Osservando le aree fitness pare di essere al cospetto di antichi ruderi. Il prato: sul versante che si affaccia verso viale Gramsci sì, in quello rivolto su via Achille Grandi no.

Infine, la bici posta in memoria di Patrizia Paradiso da mesi non è più al suo posto e nessuno sembra sapere dove sia finita. Mentre l’area sgambamento cani rimessa a nuovo conserva ancora al suo interno un cartellone antecedente i lavori di riqualificazione con la scritta “Libera il cane che è in te”.

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