La sezione ANPI “Donne della Resistenza” di Andria ha scelto di inviare una lettera aperta a tutte le liste candidate alle prossime elezioni amministrative oltre che ai candidati sindaci, chiedendo loro di dichiarare pubblicamente la propria adesione a sei impegni concreti sui valori fondativi della Repubblica Italiana. Le adesioni ricevute — e l’eventuale silenzio di chi non risponderà — saranno rese pubbliche e diffuse alla cittadinanza. Le dichiarazioni vanno inviate all’indirizzo anpiandria45@gmail.com entro il 17 maggio 2026.
L’iniziativa nasce in un anno particolarmente significativo: ricorrono gli ottant’anni dalla nascita della Repubblica italiana, scelta dal popolo con il referendum del 2 giugno 1946, prima consultazione in cui le donne italiane esercitarono il diritto di voto. «Non sono decorazioni del calendario — scrive l’ANPI — ma il punto di arrivo di una lotta per la dignità e la libertà, e il punto di partenza per una piena democrazia».
I sei impegni richiesti alle liste sono precisi e articolati. Il primo riguarda l’educazione e la memoria nelle scuole, attraverso il rafforzamento di percorsi di educazione civica e di memoria storica del Novecento, con particolare riferimento al fascismo, alla Resistenza e alla nascita della Costituzione. Il secondo chiede la piena partecipazione istituzionale del Comune alle giornate dedicate alla Memoria, alla Resistenza e alla Repubblica, promuovendo in particolare il ricordo di Giuseppe Lotti e Vincenzo Saccotelli, stuccatore e falegname andriesi, militanti antifascisti nel Partito d’Azione, trucidati il 24 marzo 1944 nell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Il terzo impegno riguarda lo spazio pubblico: nessuna intitolazione di vie, piazze o strutture a persone o simboli legati al regime fascista, con rivalutazione delle eventuali intitolazioni esistenti in contrasto con i valori costituzionali. Il quarto chiede di non consentire, nei limiti delle competenze comunali, l’uso di spazi pubblici a organizzazioni o manifestazioni che contraddicono la XII disposizione transitoria della Costituzione, che vieta la riorganizzazione del partito fascista. Il quinto impegno punta al potenziamento del sostegno a iniziative culturali e civiche che promuovono i valori della democrazia e dell’antifascismo. Il sesto, infine, chiede l’inserimento nel programma amministrativo di un riferimento esplicito ai valori della Costituzione antifascista e la rendicontazione pubblica a fine mandato degli impegni assunti.
«Chiedere a chi vuole amministrare una città di dichiarare apertamente la propria adesione a quei principi — conclude l’ANPI — è un atto di rispetto verso la cittadinanza e verso la Storia».
