Cinque continenti da attraversare, zaino in spalla da 14 kg, una tenda, tanto coraggio e la mission di sensibilizzare sul morbo di Parkinson. È partita stamattina da Piazza Vittorio Emanuele II, Andria, l’impresa titanica del quarantenne Riccardo Di Teo, che farà il giro del mondo a piedi.
L’andriese trapiantato in Toscana negli ultimi anni, ha lasciato il lavoro, la macchina, la casa e tutti i comfort, per intraprendere un audace cammino intorno al globo, salutando gli affetti lì, nella piazza centrale della sua città, luogo simbolo delle sue radici in cui una volta sorgeva la macelleria di famiglia. Con sé tutto l’occorrente contenuto in un grande zaino rosso, sui cui svetta, tra i simboli cucitici sopra, il leone della città federiciana: batterie, tenda, un fornelletto elettrico, indumenti e tutto il necessario per rendersi autonomo in un’avventura che durerà anni. Sarà il primo italiano ad affrontare questa sfida a piedi, partendo dalla via francigena per raggiungere prima l’Europa occidentale, poi quella Orientale fino alla Turchia. Sarà poi il turno di Asia, Australia, America e Africa. Il tutto con un budget giornaliero di 5-10 euro e l’ospitalità e la gentilezza dei popoli che incrocerà lungo la strada.
Ma ciò che lo muove non è soltanto il desiderio di abbandonare una vita che consuma e corre troppo veloce, ma una missione speciale nata da un dolore personale: sensibilizzare il mondo sul morbo di Parkinson e raccogliere fondi sulla ricerca, dopo che un suo parente molto stretto ha dovuto farci i conti.
Oggi, nella giornata mondiale della Terra, il giovane andriese ha intrapreso un viaggio nel mondo, ma soprattutto interiore: passo dopo passo, paese dopo paese, lasciando indietro le comodità e gli affetti più cari per scoprire gli altri e riscoprire se stesso.
Il servizio di Damiana Civita.
