Sono le 18:30 del venerdì santo quando le otto statue della Processione dei Misteri di Andria cominciano ordinatamente a disporsi lungo via Orsini, nei pressi della chiesa del “Purgatorio” dove sono custodite e dove faranno ritorno a tarda sera al termine del lungo cammino per le vie della città. È l’inizio di un rito religioso che affonda le proprie radici nei secoli passati, che narra la Passione di Gesù Cristo, e che unisce ogni anno migliaia di fedeli.
Gesù nel getzemani, Gesù flagellato, Gesù coronato di spine, Gesù porta la croce, Gesù in croce, Gesù nel sepolcro, la Madre Addolorata con abito nero ricamato in oro ed il grupo ligneo delle Pie Donne. Queste le otto statue risalenti al primo Settecento e portate a spalla dalle differenti confraternite ed associazioni durante la Processione. Processione aperta, come da tradizione, da venti antiche croci di legno dipinte a mano con le immagini del Cristo Crocifisso e trasportate, anch’esse in spalla, dai “crociferi” della “Pia Associazione Crociferi” di Andria costituitasi nel 1995. Il rito ha unito fedeli, parrocchie e anche chi propriamente “non crede”, ma sa emozionarsi al cospetto di una tradizione antica e che per qualche ora unisce Andria in una marcia composta, di raccogliemento e preghiera, in vista della Pasqua.
A completare la processione il passaggio del simulacro contenente la Sacra Spina, la reliquia della corona di spine che avvolse il capo di Gesù e che è custodita all’interno della Cattedrale cittadina. Ha attraversato le ali di folla stretta tra le mani del Vescovo Mons. Luigi Mansi, ricordando a tutti i prodigi avvenuti nel 2005 e nel 2016.
