E’ una tela di Penelope, e lo avevamo già sottolineato in un precedente servizio, il caso del nuovo ospedale di Andria che ieri è stato al centro dell’ordine del giorno delle commissioni congiunte I e III in Regione a Bari. A sottolinearlo ribadendo un concetto che avevamo già espresso è stato il consigliere di opposizione Marcello Lanotte che ha esplicitato un allarme già sottolineato nel corso di tutta l’audizione. Più si perde tempo, più i costi aumentano, più si rischia che quei 360 milioni appostati per la realizzazione della struttura e l’acquisto di arredi ed attrezzature, siano insufficienti. Ed i tempi al momento restano indefiniti considerando che l’iter è fermo in sostanza a settembre scorso anche se sembra che negli ultimi giorni, a ridosso proprio delle commissioni regionali, qualcosa si sia mosso.
I rilievi di ASSET sono esattamente 390 sul progetto esecutivo presentato dai progettisti. Sul progetto definitivo, precedente a questo, erano stati invece 348 come ribadito da ASSET stessa. Insomma una tela di Penelope con tempi che saranno discussi nuovamente il 16 marzo quando l’assessore alla Sanità Pentassuglia ha riconvocato tutti gli attori in Regione per un aggiornamento puntuale della situazione. A questo incontro oltre a rup, progettisti e ASSET ci dovrebbe essere anche il comune di Andria e l’Aquedotto Pugliese. Con Aqp si è infatti creato uno dei problemi sottolineato dal rup della ASL BAT l’ing. Carlo Ieva.
Una situazione sicuramente ingarbugliata in cui comunque resta la sensanzione di grandi difficoltà della collaborazione tra enti e tecnici in un calderone della procedura burocratica in cui non si possono certo dimenticare anche i circa cinque anni di tempo trascorsi dalla presentazione di quel progetto del Policlinico della BAT a Castel del Monte per cui ci sarà ancora del tempo da attendere per il bando dei lavori.
E l’ex presidente della commissione, nella precedente consiliatura, ha voluto rimarcare passo dopo passo i tantissimi rinvii che oggi lasciano ancora questo progetto essenziale per il territorio nel limbo di una situazione che appare davvero paradossale. Bisogno di sanità sui territori e progetto che vive come una vera e propria tela di penelope in attesa che torni Ulisse.
