
Un moderno parco logistico è stato autorizzato dallo sportello Unico SUD ZES nei pressi del casello autostradale, in zona industriale del Piano Regolatore. Si tratta di circa 5mila metri quadri di impianti logistici e in più palazzina specializzata in direzionale e servizi alle imprese logistiche. Lo annuncia Vincenzo Caldarone ex Sindaco della città.
«Senza varianti urbanistiche, dotata di tutte le urbanizzazioni richieste dalle norme tecniche, potrà accogliere la logistica del freddo e servizi alle imprese di trasporto e agroalimentari in modo integrato, riducendo costi e attraendo investimenti importanti, in una posizione strategica tra le grandi direttrici di traffico della Puglia e il sistema agroalimentare del territorio».
«Non si tratta di investimenti che sostituiscono altre attività. Oltre il territorio di Bari al momento non vi sono sistemi logistici del genere. La domanda di insediamento di attività moderne è forte per questa città, ma difficilmente trova risposte rapide ed efficienti. Grazie alle norme sulla ZES si è potuto accelerare il processo autorizzativo, con tutti i pareri favorevoli degli enti interessati, rispettando tutte le prescrizioni degli strumenti urbanistici e della salvaguardia ambientale».
«Adesso si lavorerà per la realizzazione. Da parte di altri soggetti imprenditoriali è in corso una riflessione sul sistema stradale di via Barletta perché una sua correzione favorisca il funzionamento delle attività circostanti, tra cui ipermercato e multisala, e faciliti la mobilità verso e dal tessuto urbano. Se i vari attori lavoreranno bene si potrà attuare un modello moderno di riferimento per attrarre investimenti, salvaguardare il territorio, anticipare problemi di traffico e sicurezza stradale».
«È una forma nuova di partenariato tra pubblico, comunità e imprese che richiede agli enti pubblici non contributi, ma di essere a fianco degli investimenti e di dotare il territorio di leve per lo sviluppo. Un modello che potrà certamente essere migliorato, ma che costituisce una svolta nella storia economica della città. Perché lo sviluppo si costruisce, non si aspetta», conclude Caldarone.








































