I consiglieri provinciali di centrodestra della Bat chiedono le dimissioni del presidente Bernardo Lodispoto all’indomani della mancata approvazione del bilancio provinciale. «Si è consumata l’ennesima commedia a danno dei cittadini della Bat», denunciano in una nota congiunta.
Secondo i consiglieri di opposizione, ai problemi creati dalla legge Delrio alla vita amministrativa delle province si è aggiunta «l’incapacità del presidente Lodispoto di impegnare le risorse a disposizione ed addirittura di tenere unita la propria maggioranza». Consigli provinciali tenuti in seconda convocazione per paura di non avere i numeri sufficienti e decisioni non concertate con i consiglieri e sindaci della provincia hanno portato via via a rompere tutti gli equilibri che un ente di programmazione territoriale dovrebbe mantenere.
Il punto di rottura è arrivato con il consiglio provinciale del 19 dicembre convocato per l’approvazione del bilancio: erano presenti solo 3 consiglieri provinciali di maggioranza su 7, per cui il consiglio non si è potuto tenere. «Noi consiglieri di opposizione di centrodestra, con approccio sempre costruttivo e di responsabilità, abbiamo sempre evidenziato l’inerzia dell’amministrazione Lodispoto senza però riuscire ad invertire la rotta nonostante le tantissime sollecitazioni», sottolineano.
Nel frattempo il territorio paga le conseguenze di questa paralisi: le strade provinciali pullulano di buche enormi e con mancanza di segnaletica orizzontale e verticale, le scuole superiori elemosinano quotidianamente interventi manutentivi e le aziende che necessitano di autorizzazioni provinciali attendono mesi se non anni. L’aggravante ultima è la perdita di un finanziamento importante per il centro ricerche Bonomo, in uno stato di abbandono da anni.
«A marzo termina il nostro mandato biennale, ahimè senza aver avuto la possibilità di incidere sul territorio. Il presidente Lodispoto che rimane in carica altri 2 anni dichiara che indice le nuove elezioni per i consiglieri senza dichiarare le proprie dimissioni assumendosi le responsabilità», proseguono i consiglieri. «Capiamo per ovvi motivi l’attaccamento alla poltrona, ma, scaricato da tutte le forze politiche, dai sindaci della provincia ed interessato dall’indagine in corso, del quale siamo assolutamente garantisti e fiduciosi nella magistratura, pensiamo sia opportuno lasciare che il nuovo consiglio provinciale abbia anche un nuovo presidente».
