Oltre 6000 bambini e 1800 animatori nelle parrocchie della Diocesi di Andria, Minervino e Canosa per gli oratori estivi. Occasione importante di crescita dopo la fine della scuola e l’inizio dell’estate con l’obiettivo ludico ma soprattutto dell’insegnamento del Vangelo ai più giovani.
Impegnati non solo bambini dai 6 ai 13 anni, ma anche adolescenti e adulti, che si affiancano ai piccoli per accompagnarli durante questo percorso e per gestire tutte le attività proposte generalmente per 2 settimane. Alcune parrocchie scelgono tempistiche differenti, come l’oratorio Salesiano, che impegna i ragazzi per un mese.
Ad illustrare meglio la storia e il ruolo dell’oratorio estivo negli anni, è stato il Vicario Generale della Diocesi di Andria, don Domenico Basile: «Il cosiddetto Gr.Est. nasce in città all’inizio degli anni ‘80, quando presso la parrocchia della Santissima Trinità le suore portarono la proposta di una animazione del tempo estivo rivolta a ragazzi e bambini”. Da quel momento è iniziato un percorso che ha permesso alla Diocesi di valorizzare l’oratorio come una “dimensione intergenerazionale che è tipica del Cammino di una comunità cristiana”.
“È una scuola di vita che offre una chiara percezione di quanto il Vangelo sia concreto – ci dice il Vicario Parrocchiale della Parrocchia “Santissima Trinità” di Andria, don Luigi Gravinese – C’è una forte dinamica relazionale che inevitabilmente ti costringe a mettere in campo quelle capacità che solitamente sono per lo più congelate o usate al mondo d’oggi solo virtualmente”.
Come già sottolineato, un ruolo fondamentale è quello degli animatori che si mettono in gioco durante questo percorso. “Non è solo una semplice esperienza ma è segnata dall’armonia e dalla collaborazione che c’è in una famiglia che si viene a formare – spiegano Nadia e Federica, animatrici negli oratori estivi – È un impegno sociale dove si rafforza il concetto di rispetto verso gli altri e se stessi”.
In conclusione, il Gr.Est. negli anni ha assunto un ruolo sempre più centrale e la presenza della grande quantità di giovani partecipanti ne è la conferma, con l’obiettivo di fare tesoro di questa eredità che ha caratterizzato le generazioni passate e che deve rinnovarsi per adeguarsi a quelle future.
di Samuele Acquaviva
