Una PEC a firma del Prof. Lorenzo Bonomo, Presidente del Comitato per il Nuovo Ospedale di Andria, inviata alla Direttrice della ASL BAT, al Presidente Emiliano ed al Capo Dipartimento salute della Regione Puglia in data odierna, lancia un altro allarme sui tempi di realizzazione e soprattutto sull’analisi del piano clinico gestionale che avrebbe diverse criticità. Di seguito la lettera inviata.

«Gentile Direttrice,
come ben noto, da circa due anni, su iniziativa di alcuni promotori, e con l’adesione di migliaia di cittadini, opera sul territorio della BAT il “Comitato per il Nuovo Ospedale della BAT” che ho l’onore di presiedere.
Sin dalla costituzione siamo stati impegnati ad informare, dell’andamento del procedimento amministrativo, la cittadinanza andriese e non solo. Abbiamo interloquito con tutte le funzioni e le Istituzioni coinvolte rimediando, di volta in volta, impegni a rassicurazioni purtroppo via via smentite dalle realtà che, ahi noi, eravamo costretti a constatare. Tutto ciò ci induce ad allertare ulteriormente la nostra attenzione e, diciamo pure, la nostra vigilanza sul percorso in atto. A tal proposito, essendo stati in tal senso informati dalla Sindaca di Andria dei lavori della commissione regionale, oltre che dai diversi soggetti che vi hanno preso parte, ci preme richiamare la sua attenzione sulla calendarizzazione, da Lei stessa annunciata nel corso della seduta della 1^ Commissione regionale pugliese tenutasi il 6/5 u.s. Ovvero che, entro il 16 di MAGGIO u.s. si sarebbe proceduto, da parte della ASL BAT in quanto stazione appaltante, alla sottoscrizione, con i progettisti, “dell’appendice contrattuale”. Dobbiamo purtroppo prendere atto che, a tutt’oggi, non si hanno notizie dell’avvenuta sottoscrizione. Tutto ciò ci preoccupa, considerato anche che dal momento della sottoscrizione “decorreranno i 90 giorni che imporrà il RUP ai progettisti per i loro adempimenti”.
Comprenderà che, stante i precedenti sin qui registrati, questi ritardi non possono che allarmarci.
Nel contempo, avendo preso visione del “Dimensionamento Clinico Gestionale” del Nuovo Ospedale che dovrà essere sottoposto alla approvazione del Ministero della
Salute, il Comitato ritiene necessario che da parte Sua vi siano alcuni chiarimenti su punti che non risultano appieno comprensibili.
Poiché l’Ospedale di Andria, come più volte rilevato nel corso di interlocuzioni con il Dipartimento Regionale della Salute, dovrà essere riferimento provinciale per “l’Area della Emergenza Urgenza”, nel richiamato documento si palesano evidenti incoerenze con quanto previsto nel DM 70/2015.
In particolare:
– Assenza del SIT ( servizio Immuno-Trasfusionale), previsto per gli Ospedali di 2° livello quale quello di Andria è conclamato sarà, che, evidentemente, non è sostituibile con un “ambulatorio trasfusionale”;
– Un servizio di Dialisi senza la presenza di un Reparto di Nefrologia, legittima la domanda su chi e come gestirà le urgenze nefrologiche;
– Decisamente inidoneo appare il dimensionamento del blocco operatorio. La previsione di 4 sale operatorie tradizionali appare insufficiente a fronte delle tre ( 2 + una sala ibrida) destinate alla cardiochirurgia. Questo, ammesso che il Ministero riconosca una ulteriore Cardiochirurgia in una regione che già ne detiene un numero complessivamente sufficiente;
– Parlare infine di un totale di 12 sale operatorie, atteso che fra esse sarebbero ricomprese anche 2 sale angiografiche ( sale di pertinenza della emodinamica e della radiologia vascolare e interventistica), è fuorviante, in quanto queste ultime non hanno i requisiti previsti dai protocolli per essere definite tali;
– Non sfugge infine la mancata individuazione delle “specialità” che si intendono attivare, cosi come richiesto dal Dipartimento Regionale della Salute.
Di tutte queste osservazioni, che ci permettiamo inoltrare alla sua attenzione in quanto Rappresentante Legale della Stazione Appaltante, ci premureremo di informare i vari livelli istituzionali, a cominciare dal Presidente della Regione anche nella sua qualità di Assessore alla Salute, e, ovviamente la Opinione Pubblica della BAT, i cui interessi il Comitato intende tutelare
».